
Cinque persone denunciate e un puledro di appena sette mesi sequestrato e messo in salvo.
È il bilancio dell’intervento della Polizia di Stato contro una corsa clandestina di cavalli svolta nelle campagne di Palagonia, nel Calatino.
Le indagini sono scattate nella mattinata di ieri, dopo che i poliziotti della Questura di Catania hanno acquisito le immagini della gara, circolate sui social network. L’attività investigativa ha consentito di identificare cinque soggetti, tutti catanesi, e di rintracciare uno dei due cavalli coinvolti.
Il puledro è stato individuato in una stalla nel quartiere San Cristoforo, a Catania. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, l’animale sarebbe stato costretto a gareggiare lungo strade interpoderali, in assenza delle necessarie condizioni di sicurezza.
L’intervento ha visto impegnati gli agenti della Squadra Mobile e della squadra a cavallo dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. Sul posto sono intervenuti anche i medici veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania, che hanno effettuato gli accertamenti sull’animale.
La stalla e il puledro erano privi di identificazione. Dopo essere stato sottoposto a microchippatura, il cavallo è stato sequestrato e affidato a un’azienda specializzata che si occuperà della sua cura, con l’obiettivo di impedirne un nuovo impiego nelle corse clandestine.
Nel corso dei controlli, all’interno della stalla sono stati trovati anche finimenti e bardature che, da una prima comparazione con le immagini della gara diffuse sui social, sembrerebbero corrispondere a quelli utilizzati durante la corsa non autorizzata.
Sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria il proprietario della stalla e altri quattro soggetti che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero scortato il corteo a bordo di motocicli.
Il proprietario della struttura è stato inoltre sanzionato amministrativamente dai veterinari per la mancanza dell’autorizzazione alla detenzione dell’animale, per l’omessa registrazione nella banca dati e per la mancata esecuzione delle visite sanitarie previste.
Resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale condanna definitiva.
