
In autostrada come in città, con una differenza non trascurabile: sulle arterie siciliane si rischia di dover viaggiare a velocità da centro abitato anche per decine di chilometri. È il paradosso delle autostrade dell’Isola, dove i limiti imposti per ragioni di sicurezza trasformano lunghi tratti in percorsi da affrontare con il piede leggero sull’acceleratore e tanta pazienza.
A puntare l’attenzione sulla situazione è Federconsumatori Sicilia, che interviene dopo la relazione dell’ingegnere Placido Migliorino, inviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per valutare le condizioni delle autostrade siciliane. Una fotografia che, secondo l’associazione, rappresenta soltanto la punta dell’iceberg.
L’abbassamento della velocità massima consentita su decine di chilometri della Palermo-Messina e della Palermo-Catania sarebbe legato, tra le altre criticità, alla presenza di guardrail risalenti agli anni Settanta, ritenuti ormai inadeguati a garantire la sicurezza in caso di impatto.
Ma il problema non riguarda soltanto le barriere di protezione. Ci sono tratti di asfalto ammalorato, restringimenti e carreggiate ridotte a una sola corsia a causa delle radici degli alberi che sollevano il manto stradale. E ci sono anche gli alberi che possono cadere sulla carreggiata, con conseguenze drammatiche. Tra gli episodi ricordati dall’associazione, la morte del giovane medico Francesco Vincenzo Maniaci, ucciso da un albero caduto esattamente tre anni fa.
Il quadro descritto da Federconsumatori comprende anche le condizioni delle gallerie, con illuminazione carente, infiltrazioni d’acqua che rendono viscido l’asfalto e segnaletica orizzontale spesso assente o poco visibile.
Criticità vengono segnalate anche per ponti e viadotti, dove le condizioni strutturali richiederebbero interventi e, in alcuni casi, riduzioni della carreggiata a una sola corsia per alleggerire il carico del traffico e consentire lavori urgenti.
Interventi che, secondo l’associazione, procedono troppo lentamente. A sostegno delle proprie contestazioni, Federconsumatori richiama la sanzione da mezzo milione di euro comminata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato al Consorzio per le Autostrade Siciliane, dopo ripetute segnalazioni.
L’ironia amara della situazione è che, per farsi un’idea di cosa significhi percorrere un’autostrada con limiti particolarmente bassi e continui rallentamenti, basta guardare a un’altra importante arteria siciliana: la statale 514/194 Ragusa-Catania, descritta da Federconsumatori come un lungo cantiere a corsia ridotta, da attraversare al rallentatore.
Il risultato è una rete di collegamenti nella quale il viaggio rischia di diventare una prova di resistenza, tra restringimenti, lavori e velocità ridotte. E mentre gli automobilisti sono chiamati ad adeguarsi alle limitazioni per ragioni di sicurezza, resta aperta la questione del rapporto tra il servizio offerto e il costo sostenuto da chi viaggia.
«In condizioni del genere – commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – sospendere i pedaggi autostradali è davvero il minimo per mantenere una parvenza di dignità».
La Rosa chiede che la messa in sicurezza dei guardrail cominci subito e proceda rapidamente, annunciando che l’associazione continuerà a segnalare le criticità e a sollecitare ulteriori interventi nei confronti del Consorzio per le Autostrade Siciliane.
Ma, per Federconsumatori, non basta intervenire sulle barriere di protezione: le autostrade siciliane devono essere ammodernate e ristrutturate in profondità, fino alla ricostruzione di alcuni tratti.
«Se lo si è fatto in Calabria, in condizioni orografiche ben più complesse, lo si può fare anche in Sicilia. È solo questione di soldi», conclude La Rosa, rilanciando la proposta di destinare alla riqualificazione della rete autostradale risorse previste per il progetto del Ponte sullo Stretto.
