
A Ragusa c’era evidentemente bisogno di una nuova casa comune. O almeno così devono aver pensato i promotori di Alleanza per Ragusa, l’associazione che si presenta alla città con un manifesto ambizioso e la solita parola d’ordine capace di mettere tutti d’accordo: unire.
Non contro qualcuno, non per dividere, ma per alleare. Per Ragusa, naturalmente. Perché quando si inaugura una nuova stagione politica, come quella da cui sono attesi i ragusani, la prima regola è non scontentare nessuno. E, possibilmente, non dire nulla di troppo impegnativo.
Il manifesto programmatico è un repertorio del civismo contemporaneo, quello che si dichiara oltre le ideologie ma finisce per assomigliare a tante esperienze che lo hanno preceduto. Giovani, innovazione, turismo, ambiente, cultura, servizi, inclusione, sviluppo economico. Manca soltanto qualche riferimento alle eccellenze del territorio e il catalogo sarebbe completo.
Sono temi importanti, certo. Ma chi vorrebbe meno opportunità per i giovani o una città meno efficiente? Il punto è un altro: dire che cosa si vuole fare è diverso dal mettere in fila tutto ciò che sarebbe bello fare. Con quali priorità, risorse e tempi? E soprattutto, con quali scelte politiche? Su questo, almeno per ora, il manifesto preferisce la rassicurante compagnia delle buone intenzioni.
La novità, insomma, sembra risiedere soprattutto nell’involucro. Perché il civismo che supera le ideologie, mette al centro i cittadini e costruisce ponti tra società civile e istituzioni è una formula che la politica frequenta ormai da parecchio tempo. Peccato che poi, dopo qualche tempo, finisce per spogliarsene per prendere direzioni politiche ben precise. L’esempio dello stesso sindaco Cassì, che da civico ha aderito a Forza Italia, in questo senso, è sotto gli occhi di tutti. A forza di superare le vecchie categorie, si rischia di ritrovarsi al punto di partenza: con le stesse parole, gli stessi problemi e, talvolta, anche con protagonisti che la politica cittadina conosce già piuttosto bene.
Già: i protagonisti. Tra i promotori, infatti, figurano anche persone con esperienze politiche più o meno consolidate. Legittimo, naturalmente, così come legittimo è il fatto di presentare un nuovo soggetto politico in vista delle elezioni. Ma quale valore aggiunto offre questa nuova associazione rispetto alle esperienze già esistenti? Quale discontinuità nei metodi, nei contenuti e nelle persone? Si tratta di uno spazio di partecipazione davvero nuovo o di una diversa confezione per rimettere in circolo energie e ambizioni già note?
Domande legittime, non pregiudizi. Perché il civismo non è una patente di verginità politica e la parola «post-ideologico» non basta a cancellare le storie di chi decide di mettersi insieme.
E poi c’è la fotografia che i promotori scelgono di inviare a corredo dell’ormai solito comunicato stampa non firmato da alcun giornalista. Un gruppo di giovani, abbracciati e immortalati di spalle che contempla Ragusa dall’alto, nella luce calda del tramonto. Una cartolina suggestiva, che sembra promettere una città pronta a essere riconquistata dalle nuove generazioni. Peccato che l’immagine abbia tutta l’aria di essere stata elaborata con l’intelligenza artificiale.
Non è certo un peccato capitale. Ma per raccontare la partecipazione dei cittadini e il futuro della città, non sarebbe stato più efficace fotografare giovani veri, in un luogo vero, mentre discutono di problemi veri? Sarebbe bastato poco: una piazza, un confronto, un’idea concreta. Persino una fotografia meno suggestiva, ma autentica.
Naturalmente, Alleanza per Ragusa avrà il tempo di dimostrare che dietro il manifesto esiste una proposta riconoscibile, fatta di priorità, scelte e responsabilità. Per adesso, però, l’impressione è quella di un civismo che si presenta come nuovo senza spiegare fino in fondo in che cosa consista la sua novità.
Ragusa non ha bisogno dell’ennesimo elenco di buone intenzioni. Ha bisogno di qualcuno che spieghi come realizzarle, con quali strumenti e a quali condizioni.
Il resto è comunicazione. E, a quanto pare, anche intelligenza artificiale.
(Alleanza Per Ragusa è promossa e sostenuta da: Antoci Francesca, Antoci Francesco, Arestia Simone, Bartolotta Giovanni, Brafa Gianflavio, Brugaletta Luigi, Caruso Andrea, Caruso Salvatore, Caruso Tiziana, Chessari Giorgio, Ciarcià Ivano, Cilia Andrea, Comitini Armando, Conte Carmelo, D’Asta Mario, Di Mauro Maurizio, Digiacomo Giovanni, Filetti Mario, Giannone Giulio, Guastella Salvatore, Guglielmino Gianluca, La Terra Marco, Lala Calogero, Lamesa Sebastiano, Licitra Enza, Margani Salvatore, Megna Antonio, Migliaro Roberto, Occhipinti Salvatore, Papa Sergio, Pernice Gaetano, Scrofani Giovanna, Tidona Massimo, Tidona Peppe).
