Caro carburanti, protesta a Melilli e Tir fermi dal 16 ottobre in Sicilia

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immagine generata con l'I.A.

La protesta contro il caro carburanti si intensifica in Sicilia. Mentre nel Siracusano è in corso una mobilitazione con blocco stradale sulla ex strada statale 114, nei pressi della raffineria Augusta-Melilli, anche a Gela gli agricoltori sono scesi in strada con una colonna di mezzi agricoli. Intanto, da venerdì 16 ottobre, è previsto il fermo degli autotrasportatori, con possibili ripercussioni sulla movimentazione delle merci nell’Isola.

Trenta trattori in marcia a Gela

Una colonna di circa trenta trattori, con a bordo agricoltori in protesta contro il caro carburante e a difesa delle produzioni del territorio siciliano, è partita in mattinata da Gela. Il convoglio ha imboccato la strada statale 117 bis Gela-Catania in direzione di Ponte Olivo, per poi rientrare al presidio allestito nelle vicinanze del palazzo di giustizia.

Successivamente, i mezzi agricoli si muoveranno verso la strada statale 115, in direzione Gela-Vittoria. Sul posto è presente un dispositivo delle forze dell’ordine per seguire la mobilitazione e garantire la sicurezza della circolazione.

La protesta nasce dalle difficoltà che interessano il comparto agricolo, alle prese con costi di produzione sempre più elevati. Il carburante rappresenta una voce di spesa essenziale per le lavorazioni nei campi e per il trasporto dei prodotti, con conseguenze sulla sostenibilità economica delle aziende.

Carburanti, prezzi ancora elevati

Sul fronte dei prezzi, le novità sono limitate. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale in modalità self service sulla rete stradale è pari a 2,036 euro al litro per la benzina, stabile rispetto al giorno precedente, e a 2,252 euro al litro per il gasolio, in lieve calo rispetto ai 2,253 euro registrati il giorno prima.

Sulla rete autostradale, il prezzo medio self service si attesta a 2,046 euro al litro per la benzina e a 2,271 euro al litro per il gasolio, entrambi stabili rispetto alla rilevazione precedente.

Valori che continuano a pesare sulle attività produttive e sugli spostamenti quotidiani, alimentando le richieste di interventi per contenere i costi energetici.

Autotrasportatori, fermo dal 16 ottobre

La mobilitazione coinvolgerà anche il trasporto merci. Il Comitato Autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dalle 00.01 di venerdì 16 ottobre fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre. Le imprese aderenti resteranno con i camion nei propri piazzali e non ritireranno né movimenteranno i semirimorchi presenti nei porti siciliani. La protesta, secondo quanto annunciato dal Comitato, non prevede cortei o presidi.

Tra le ragioni della decisione ci sono il costo del gasolio, che secondo il Comitato ha raggiunto i 2,40 euro al litro, e i ritardi nei pagamenti dei contributi del programma Sea Modal Shift, destinato a incentivare il trasporto combinato strada-mare.

Il coordinatore Salvatore Bella ha denunciato perdite comprese tra 700 e 900 euro al giorno per ogni camion, sostenendo che la situazione stia mettendo a rischio la tenuta delle aziende. Il Comitato lamenta inoltre l’assenza di risposte da parte del Governo nazionale alle richieste avanzate per contenere i costi e sbloccare i contributi attesi.

Accanto alla mobilitazione del Comitato, anche la sezione Trasporti di Confindustria Catania ha annunciato il fermo delle imprese aderenti dalle 00.01 del 16 ottobre fino alla mezzanotte del 22 ottobre.

L’associazione evidenzia l’aumento del costo del gasolio e gli oneri del sistema europeo Ets, che incidono sulle tariffe marittime applicate al trasporto delle merci. Tra le richieste figurano il pagamento dei contributi Sea Modal Shift arretrati, tempi certi per le successive annualità e ulteriori risorse per sostenere il comparto.

Dalle campagne di Gela alla zona industriale siracusana, fino al trasporto merci, la protesta porta al centro le difficoltà delle categorie produttive siciliane, che chiedono interventi concreti per contenere i costi e garantire la sostenibilità delle attività.