
Con due morti sul lavoro in provincia di Ragusa dall’inizio dell’anno al 31 agosto 2026, la provincia iblea si colloca al di sotto della media nazionale per incidenza degli infortuni mortali.. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, elaborato sulla base dei dati Inail.
L’indice è pari a 16,5 casi ogni milione di occupati, contro una media italiana di 20,9. I lavoratori occupati presi in considerazione sono 120.889.
Un risultato che, tuttavia, non può essere interpretato come un motivo per abbassare la guardia. Dietro le cifre ci sono due vite spezzate e altrettante famiglie colpite da una tragedia che riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
La situazione regionale presenta differenze significative. Trapani è al terzo posto nella graduatoria nazionale per incidenza, con un indice di 53,6 e sette casi mortali. Palermo occupa la sesta posizione, con 16 vittime e un’incidenza di 46,6. Anche Siracusa presenta un indice superiore alla media nazionale, con 40,3 casi per milione di occupati e cinque decessi.
Più contenuti i valori registrati nelle altre province siciliane: Catania conta sei morti sul lavoro, con un indice di 17,7; Messina quattro, con 21,3; Agrigento due, con 16,1; Enna uno, con 21,1. Caltanissetta, invece, non registra casi mortali nel periodo considerato.
Ragusa si trova dunque in una posizione relativamente più favorevole rispetto ai territori siciliani maggiormente colpiti, ma il bilancio resta comunque pesante.
Il fatto che Ragusa sia sotto la media nazionale è certamente un elemento positivo. Ma l’obiettivo non può essere soltanto quello di migliorare una posizione in classifica: deve essere quello di arrivare a zero morti sul lavoro.
