Siracusa, inchiesta Nexus: nel mirino gli appalti pubblici

49

 

Sette persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito dell’operazione “Nexus”, condotta dalla Digos della Polizia di Stato di Siracusa e coordinata dalla Procura europea (Eppo), Ufficio di Palermo. L’inchiesta riguarda un presunto sistema illecito nella gestione degli appalti pubblici, al quale avrebbero partecipato esponenti politico-istituzionali, un appartenente all’Arma dei Carabinieri, un tecnico comunale e alcuni imprenditori.

Il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa dispone una misura cautelare in carcere, due arresti domiciliari e, per altri quattro indagati, il divieto per dodici mesi di esercitare attività imprenditoriali che consentano di presentare istanze per ottenere contributi comunitari o statali.

Gli accertamenti investigativi hanno preso avvio dalle procedure relative alla realizzazione e al successivo ampliamento dell’Ostello di Cassibile, struttura destinata all’accoglienza dei lavoratori stagionali impiegati in agricoltura.

In particolare, gli investigatori hanno esaminato il progetto di ampliamento denominato ACCA, acronimo di Azioni di contrasto al Caporalato – Emergenza alloggiativa, finanziato con circa 1,67 milioni di euro di fondi europei nell’ambito del programma PON Legalità FESR/FSE 2014-2020, assegnati al Comune di Siracusa.

Le verifiche hanno riguardato le procedure di affidamento e la gestione dei lavori, delle forniture, dei moduli abitativi e delle attrezzature previste dal progetto.

Secondo la ricostruzione investigativa contenuta nell’ordinanza, attorno agli affidamenti pubblici si sarebbe sviluppata una rete di relazioni finalizzata a favorire determinati operatori economici e a consolidare rapporti politici e personali.

Tra gli elementi raccolti figura un documento manoscritto, descritto come un «pizzino», contenente un elenco di imprese considerate «amiche». Il documento sarebbe stato consegnato a un referente politico-istituzionale in vista di successive procedure di affidamento.

Gli investigatori avrebbero inoltre acquisito conversazioni dalle quali emergerebbero presunti accordi di riservatezza, l’utilizzo di sistemi di comunicazione ritenuti non tracciabili e la disponibilità ad adeguare la documentazione amministrativa per giustificare eventuali anomalie riscontrate nell’esecuzione dei lavori pubblici.

Nell’ordinanza viene richiamata anche una conversazione nella quale la figura politico-istituzionale avrebbe osservato che alle imprese vicine sarebbero stati assegnati lavori in quantità eccessiva, per un valore prossimo al milione di euro nell’arco di un anno.

Tra gli aspetti dell’inchiesta anche presunti pagamenti o consegne di denaro e altri vantaggi collegati agli appalti. Secondo quanto contestato, sarebbero state destinate somme a figure politico-istituzionali, previsti pagamenti periodici in favore di tecnici comunali e consegnato denaro al militare per una presunta attività di procacciamento dei lavori.

In un distinto episodio, relativo al reato di traffico di influenze illecite, l’ordinanza richiama la promessa di una percentuale sul valore di lavori pubblici, oltre a una somma fissa, come compenso per un’attività di intermediazione.

Particolare rilievo assume la posizione del carabiniere, indicato dal Gip come figura apicale del presunto sodalizio e collegamento tra la componente politico-amministrativa e quella imprenditoriale. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe sfruttato le proprie relazioni e la funzione ricoperta nella polizia giudiziaria per favorire l’accesso agli appalti e, in altre circostanze, acquisire e divulgare informazioni investigative riservate.

Nei suoi confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Le contestazioni formulate nella fase delle indagini preliminari riguardano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, traffico di influenze illecite, corruzione elettorale, favoreggiamento personale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni hanno carattere provvisorio e la responsabilità delle persone coinvolte dovrà essere accertata nelle successive fasi giudiziarie. Tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.