
Un nuovo accordo di programma per la gestione dei rifiuti agricoli e un impianto consortile per il recupero degli scarti delle serre. Sono le richieste avanzate da Legambiente Ragusa per affrontare in maniera strutturale il fenomeno delle fumarole nella fascia trasformata. L’associazione sollecita il Libero Consorzio Comunale di Ragusa a promuovere un nuovo percorso condiviso tra i soggetti coinvolti, dopo che il precedente tentativo, secondo quanto riferito dagli ambientalisti, non ha prodotto risultati concreti.
La proposta, nel dettaglio, è quella di creare circuiti organizzati di raccolta che garantiscano la corretta gestione e la tracciabilità dei rifiuti agricoli, rafforzando la tutela ambientale e rendendo più semplici gli adempimenti per le aziende. Un sistema che, secondo Legambiente, consentirebbe anche di migliorare l’efficacia dei controlli, prendendo come riferimento le esperienze già adottate in diverse province italiane e adattandole al territorio ibleo.
L’associazione ha chiesto alla presidente del Libero Consorzio di affidare agli uffici la predisposizione di una bozza di accordo, da sottoporre successivamente al confronto con tutti i soggetti interessati per arrivare a una proposta definitiva.
La richiesta arriva mentre la Regione Siciliana ha stanziato un milione di euro per l’acquisto di fili e clips biodegradabili da utilizzare nelle serre. Una misura accolta positivamente da Legambiente, che ricorda di avere proposto già sei anni fa incentivi per sostituire i materiali plastici impiegati nelle coltivazioni serricole con prodotti biodegradabili.
Per l’associazione, tuttavia, l’intervento resta insufficiente sia per l’entità delle risorse sia perché riguarda soltanto una parte dei rifiuti prodotti dall’agricoltura. Restano da organizzare la raccolta e lo smaltimento degli altri scarti, mentre, sottolinea Legambiente, nell’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali i rifiuti agricoli non sarebbero stati adeguatamente considerati.
Accanto alla raccolta organizzata, Legambiente rilancia la necessità di programmare un impianto consortile di compostaggio o digestione anaerobica dedicato agli scarti organici delle coltivazioni in serra, le cosiddette fratte.
La struttura potrebbe offrire una soluzione soprattutto ai piccoli e medi serricoltori, spesso impossibilitati a gestire questi residui direttamente in azienda. Il recupero consentirebbe di trasformare il materiale organico in ammendante da restituire ai terreni, recuperando decine di migliaia di tonnellate di sostanza organica e contribuendo a contrastare l’impoverimento dei suoli e i processi di desertificazione.
