
La manovrina è stata approvata questa mattina dall’Assemblea regionale siciliana, al termine di una lunga maratona parlamentare proseguita per tutta la notte. Schifani porta a casa il provvedimento dopo due giorni di votazioni, tensioni in Aula e un confronto serrato con le opposizioni.
Il centrodestra tiene, superando anche diverse votazioni a scrutinio segreto, mentre Pd, Movimento 5 Stelle e Controcorrente hanno contestato l’impostazione della manovra, denunciando l’eccessiva presenza di interventi frammentati e finanziamenti destinati ai territori.
Tra le misure principali figurano gli interventi contro il caro carburante, con 80 milioni di euro complessivi nel 2026. All’autotrasporto andranno altri 15 milioni, portando a 30 milioni il totale annuale destinato al comparto. Ulteriori 15 milioni sono previsti per il trasporto turistico su autobus, taxi e Ncc. Per l’agricoltura sono stanziati complessivamente 30 milioni, mentre al comparto cerealicolo vanno 50 milioni e alla pesca 16 milioni.
Sul fronte del credito, sono previsti 10 milioni per attenuare il peso dei mutui sulle imprese e sei milioni per lo scorrimento della graduatoria dei prestiti agevolati destinati al commercio.
La manovra prevede nove milioni per i contributi sugli interessi dei mutui destinati all’acquisto della prima casa da parte degli under 40 e altrettanti per sostenere le famiglie alle prese con il costo dei finanziamenti. Al bonus affitti sono destinati 17 milioni, mentre 25 milioni finanzieranno gli assegni per le persone con disabilità e circa 10 milioni i servizi Asacom per gli studenti con disabilità. Tre milioni serviranno a contrastare le liste d’attesa sanitarie.
Per i Comuni sono previsti 20 milioni aggiuntivi al Fondo ordinario, mentre 190 milioni sono destinati agli investimenti di enti pubblici ed ecclesiastici nelle infrastrutture e nella valorizzazione dei territori. Cinque milioni sosterranno le aree colpite dal ciclone del 9 ottobre.
L’intesa, tuttavia, non ha retto per l’intero esame del provvedimento. Dopo avere ottenuto il via libera alle norme ritenute prioritarie, Ismaele La Vardera ha annunciato il ritorno all’ostruzionismo di Controcorrente. Il confronto si è così nuovamente acceso, allungando i tempi dei lavori.
Nel corso della maratona, inoltre, nove articoli sono stati stralciati, facendo scendere da 73 a 64 il numero delle disposizioni sottoposte all’esame dell’Aula. Tra le norme eliminate figuravano interventi per i parchi archeologici, l’agricoltura, l’artigianato e la sicurezza nelle campagne.
Lo scontro sulle risorse e sulle modalità di gestione della spesa regionale resta aperto, con la prossima legge di stabilità destinata a rappresentare un nuovo banco di prova per gli equilibri politici siciliani.
