
La terra continua a tremare nel Tirreno meridionale. Anche nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 ottobre l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato decine di scosse nell’area al largo delle isole Eolie, dove nella giornata di ieri si è verificato il terremoto più forte della sequenza, che ha fatto scattare anche le procedure precauzionali per il rischio maremoto.
Dalla mezzanotte sono state registrate circa 30 nuove scosse, con magnitudo comprese tra 2 e 3,4 e ipocentri a profondità generalmente comprese tra 10 e poco oltre 20 chilometri.
L’evento principale è stato registrato alle 12.19 di venerdì 23 ottobre, in mare, a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi. L’INGV ha confermato una magnitudo locale ML 5,0, corrispondente a una magnitudo momento Mw 5,5, con ipocentro a circa 9 chilometri di profondità. La differenza tra i due valori dipende dai diversi parametri utilizzati per misurare la dimensione di un terremoto.
L’attenzione riguarda anche il Sud Est della Sicilia, dove la scossa principale di ieri è stata avvertita in diverse aree.
Dopo il terremoto principale, il Centro Allerta Tsunami dell’INGV aveva trasmesso alle autorità un messaggio relativo al possibile rischio di maremoto. Era stato successivamente attivato il livello arancione, una misura precauzionale legata alla possibilità di onde di piccola entità. L’allerta è stata poi cancellata, secondo la ricostruzione pubblicata dall’INGV: non va quindi confusa con la presenza di uno tsunami in corso.
La Protezione civile regionale ha nel frattempo invitato alla prudenza e disposto ulteriori misure di monitoraggio per le aree costiere maggiormente interessate dalla sequenza, richiedendo ai Comuni verifiche precauzionali sugli edifici e sulle infrastrutture più esposte. La situazione resta sotto osservazione, mentre gli esperti continuano a seguire l’evoluzione dell’attività sismica.
