
Mediterraneo, biodiversità, filiera, consumo sostenibile, specie neglette e pesce povero sono le direttrici che hanno dato vita al progetto Pesce d’Amare nella sua seconda edizione, promosso dal Comune di Ragusa e finanziato dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, con il cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Nazionale FEAMPA 2021–2027.
Due i momenti al centro del progetto. Il primo, il 12 novembre alle ore 9 presso l’Istituto di Istruzione Superiore Galileo Ferraris di Ragusa, in cui gli studenti delle quarte e quinte classi suddivisi in cinque squadre di cucina, grazie alla preziosa e insostituibile collaborazione del personale docente, saranno i protagonisti di un contest dal titolo ‘Valorizziamo il pesce povero del Mediterraneo’. Ciascuna squadra riceverà una box con all’interno le materie prime necessarie per la composizione di un piatto che abbia come protagoniste, appunto, le specie ittiche neglette del Mediterraneo, le cui materie prime sono fornite dalle aziende Linea Blu e Coop Gruppo Radenza, entrambe partner del progetto.
Box in cui ci sono materie prime del territorio e un prodotto fresco di pesce che, grazie all’ingegno e alla bravura degli studenti, si dovranno tradurre in un piatto per ciascun team. Ogni ricetta che dovrà essere argomentata, spiegata e presentata sarà valutata da un’autorevole giuria composta da chef Angelo Bonomo del ristorante Vossia il Mare a Marina di Ragusa, da chef Lorenzo Ruta dell’omonimo ristorante a Modica, dal giornalista e direttore marketing di Coop Gruppo Radenza Enzo Scarso, da Umberto Bella in rappresentanza dell’azienda Linea Blu di Vittoria, da Pierpaolo Drago in rappresentanza dell’azienda Drago Conserve di Siracusa. La giuria sarà presieduta dallo chef Accursio Craparo del ristorante Accursio Radici a Modica.
Con questo contest si è inteso promuovere la cultura del mare, valorizzare le specie ittiche cosiddette “neglette” del Mediterraneo e sostenere le marinerie e le imprese locali in un’ottica di tutela ambientale, innovazione e consapevolezza alimentare, partendo proprio dai futuri chef e personale di cucina che diventeranno, nella loro professione, ambasciatori di un territorio e delle sue eccellenze, comprese le specie ittiche meno note, o certamente meno richieste dai consumatori. L’intento è far comprendere e divulgare la grande valenza del pesce povero che è stato protagonista delle tavole e che oggi ha perso appeal sul mercato.
Il giorno dopo, 13 novembre a partire dalle ore 9.30, il Corfilac di Ragusa, altro partner del progetto, congiuntamente con l’Università degli Studi di Catania, ospiterà la Giornata di Studi dal titolo ‘Il cibo del cambiamento – le specie neglette come ricchezza della cultura gastronomica mediterranea’.
Tutti i presenti, nei rispettivi interventi in scaletta, offriranno una riflessione sul tema trattato che sarà declinato, come da programma, nel contesto professionale e di ricerca in cui operano, generando un sistema virtuoso e soprattutto solido di punti di vista scientifici e di alto profilo. La Giornata di Studi sarà coordinata dal giornalista Enzo Scarso.
“Abbiamo voluto che a concludere il progetto fosse una giornata di studi – ha sottolineato il sindaco Peppe Cassì – affinché ci fosse un’ulteriore occasione di confronto sulla valorizzazione delle specie neglette del Mediterraneo, che inevitabilmente si incrocia con altri ambiti di azione a tutela del territorio e delle specie povere del mare. Un momento che sarà anche e soprattutto un’opportunità per fornire elementi di riflessione importanti per il consumatore finale. Il ruolo delle istituzioni, anche grazie all’intervento dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, con il cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Nazionale FEAMPA 2021–2027, consentirà a questo progetto, nella sua seconda edizione, di accendere i fari su tematiche di grande attualità nella vita di ogni giorno quando si scelgono e si acquistano materie prime. Occorre consapevolezza anche da parte di chi consuma per non alterare o indebolire l’ecosistema, marino e non, ed in termini di abitudini alimentari”.
“Proprio per conferire una ventata di innovazione e di sinergia tra istituzioni, territorio ed enti di ricerca – ha proseguito l’assessore allo Sviluppo economico e politiche agroalimentari, Catia Pasta – abbiamo coinvolto, tra gli altri, docenti universitari e ricercatori impegnati a vario titolo a fornirci utili indicazioni per disegnare il cambiamento del Mediterraneo. Considerato che la location che ospiterà la Giornata di Studi sarà il Corfilac di Ragusa, eccellenza indiscussa del nostro territorio, abbiamo ritenuto di aprire anche una riflessione scientifica sugli abbinamenti del pesce con le produzioni casearie che poi saranno, nella pratica, declinate dagli chef Lorenzo Ruta e Accursio Craparo. Un piatto diventa protagonista quando chi lo realizza ha una visione strutturata e rispettosa della materia prima”.
