Altri danni alla Piscina Terranova: ora si ci mette anche il vento

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Non c’è pace per la Piscina Terranova di Vittoria passati in pochi anni dai fasti e dalla gloria conquistata grazie al campione Luca Marin, cresciuto proprio in questa struttura, alla decadenza quasi totale. Il forte vento che ha imperversato sulla città nella notte fra venerdì e sabato ha infatti danneggiato ulteriormente il tetto, ricoperto di lamiera. Alcuni pezzi della copertura sono stati letteralmente spazzati via ed hanno volteggiato come fogli di carta trasportati dal vento.

Già nelle prime ore di ieri mattina, personale della Polizia Municipale ha percorso in lungo ed in largo l’area circostante, fra le vie Marangio, Giacinto Menotti Serrati e Nicosia alla ricerca di eventuali danni causati a cose o persone. Intorno alle ore 10, poi, sono arrivati due unità dei Vigili del Fuoco che hanno raccolto i vari pezzi di lamiera che si erano accasciati sulla strada ed hanno verificato le condizioni del tetto. Sempre nella mattinata di ieri, poi, gli stessi Vigili del Fuoco sono saliti sulla sommità della Piscina Terranova con la scala antincendio e, dopo aver indossato la speciale imbragatura, due di loro hanno iniziato a camminare su entrambi i lati del tetto per metterlo in sicurezza. L’intervento, durato circa due ore, è servito per staccare definitivamente, in maniera controllata, le lamiere  semi-divelte dal vento.

Appena qualche giorno fa il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, ha emesso un’ordinanza,  indirizzata al commissario liquidatore della Piscina Terranova, Maria Bellia, che impone la messa in sicurezza dell’impianto sportivo, che versa in evidente stato di degrado. Nel provvedimento firmato dal primo cittadino venivano elencati dettagliatamente gli interventi necessari a salvaguardare la pubblica e privata incolumità: ripristino e messa in sicurezza dell’impianto elettrico, attualmente non protetto; ripristino delle recinzioni; ripristino del cancello posto fuori guida ricadente in Via Menotti Serrati; messa in sicurezza dei tombini di ricircolo dell’acqua delle vasche; ripristino della copertura in legno; messa in sicurezza degli infissi, divelti, di accesso al manufatto centrale e alla zona vasche, con sostituzione dei vetri infranti.

Come prevede la legge, il commissario liquidatore ha trenta giorni di tempo, dalla notifica dell’ordinanza, per intervenire. Trascorso questo tempo, il Comune interverrà con mezzi propri, in sostituzione e con rivalsa delle spese.