Oltre a cozze e vongole, smerciavano pure “bionde”

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Militari dell’Arma e della Guardia di Finanza scovano una rivendita illegale di sigarette tra cozze e vongole.
I militari dell’Arma della Stazione di Santa Croce Camerina avevano notato che da una pescheria di quel centro i clienti uscivano spesso senza sacchetti per la spesa e avevano sospettato che ci potesse essere uno smercio di stupefacenti, forse hashish o marijuana.
Qualche chilometro più a nord, i finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Ragusa, sempre a caccia di violazioni fiscali e doganali, già da tempo sulle orme di un traffico di “bionde”, hanno stretto il cerchio su un’area del centro camarinense e si sono messi alla ricerca dello “spacciatore” di pacchetti senza bollo dello Stato.
Giunti a poche decine di metri dalla pescheria, i due finanzieri in borghese hanno trovato – increduli – due carabinieri in borghese. Così, mettendo insieme le conoscenze hanno disegnato un chiaro quadro della situazione e hanno quindi deciso un blitz congiunto. 

Entrati in pescheria, sotto il bancone hanno trovato pacchetti di sigarette in quantità ma niente stupefacenti. Insomma, in barba alla legge, tra una triglia e un’orata si trovava anche qualche pacchetto di sigarette.

Perquisita la pescheria e l’abitazione dei gestori, sono saltati fuori complessivamente 129 pacchetti di sigarette, tutte rigorosamente prive di bollo dello Stato.
Il pescivendolo, 47enne residente a Santa Croce, incensurato, è stato accompagnato in caserma e denunciato per “contrabbando di tabacchi lavorati esteri” in violazione del “Testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale”.

Ora rischia una multa fino a 12.900 euro . Le “bionde” sono ovviamente state sequestrate e saranno confiscate e distrutte dopo l’estrazione di un campione ai fini giudiziari.
L’attività congiunta procederà nei prossimi giorni, quando i finanzieri procederanno ad un accurato controllo fiscale della società che gestisce la pescheria, intestata alla moglie del pescivendolo/tabaccaio, mentre i carabinieri del NAS verificheranno l’idoneità dell’esercizio commerciale sotto il punto di vista dell’igiene, eventualmente proponendolo al sindaco per la sospensione.