Giuseppe Nicosia: “Mai compromessi al ribasso”

0

Ammette che la giunta monocolore è un grosso limite ma afferma comunque di poter andare avanti così fino alla fine del mandato. Guarda con interesse all’avanzata dei grillini senza temere ripercussioni a livello locale o regionale e si aspettava il crollo del PD alle ultime Politiche. Sta pagando 5 milioni di debiti fuori bilancio senza portare il comune al dissesto e sta traghettando l’Amiu verso l’esternalizzazione consapevole del fatto che si tratti di un salto nel buio da compiere con tutte le dovute precauzioni. Intervista esclusiva con il Sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia.

 

Questo secondo mandato, politicamente parlando, le ha dato subito dei grattacapi a cominciare dalla fuoriuscita dell’UDC dalla giunta nel luglio 2012 e di SEL da qualche mese. Al centro temi fondamentali quali PRG, Amiu, mercato e abusivismo commerciale. Spaccature forti che hanno reso la sua giunta monocolore. Perché non si è riusciti ad evitarlo?

A dire il vero non sto soffrendo alcun tipo di grattacapo. Ho vinto le elezioni con una larghissima maggioranza insieme a SEL e UDC e sin dall’inizio ho dato loro ampie deleghe e ampia possibilità di lavoro per cui c’erano tutte le condizioni per intraprendere una stagione di larga condivisione nelle scelte fondamentali. Per quanto riguarda il contributo di idee sono stati entrambi preziosi, diverso il discorso dell’esecutività di queste proposte in quanto soprattutto l’UDC ha dimostrato di non avere esperienza amministrativa e di non riuscire poi a concretizzare tali idee. Non c’è stato alcuno screzio a livello di maggioranza, sono state valutazioni di ordine politico ed elettorale a far allontanare SEL e UDC perché subito dopo le amministrative siamo entrati nel clima delle elezioni regionali e politiche e forse qualcuno pensava che io mi dimettessi per candidarmi in una di queste due competizioni. Ma hanno fatto male i conti, sono stati frettolosi e hanno fatto poco affidamento sulla mia coerenza perché avevo già annunciato che non mi sarei dimesso subito dopo essere stato eletto. Se sono stato riconfermato nel giugno 2011 non posso andarmene nel 2012, sarebbe stato un tradire il mandato ricevuto e un non raggiungere gli obiettivi di lungo respiro che ci siamo prefissati quando sono stato eletto la prima volta. In più, soprattutto con SEL, ci sono state delle incomprensioni sul PRG e sulla dismissione dell’AMIU ma col tempo penso che abbiamo smentito i loro timori perché siamo andati avanti sia col servizio della raccolta differenziata, e con l’iter dell’esternalizzazione, sia con il piano regolatore generale e non a colpi di maggioranza perché il PRG dovrà essere un piano di tutta la città, non di una maggioranza o di un partito. Vere e proprie questioni sostanziali per la fuoriuscita di UDC e SEL quindi non ce ne sono state, o comunque non sono state tali da giustificare una separazione, e credo che ci abbiano perso un po’ loro dato che non hanno raggiunto i loro obiettivi e i loro programmi. A me non è venuto meno nulla.

 

Dopo la nomina di Giovanna Ragusa a coordinatore cittadino dell’UDC, però, ha avuto parole di apprezzamento per lei e ha fatto chiaramente intendere di voler riaprire le porte al partito e di voler onorare il patto elettorale siglato con esso. Ha detto anche di sperare in un incontro per chiarire se sussistono le condizioni per un dialogo e per un percorso comune…

Da parte mia il dialogo non si è mai interrotto. La rottura è avvenuta a causa di calcoli e considerazioni che ritengo sbagliati da parte di chi ha abbandonato la giunta. Fermo restando la stima che ho anche nei confronti degli ex responsabili dell’UDC, la nuova coordinatrice è sicuramente una persona che ha tanta voglia di lavorare, è genuina, ha fatto esperienza di consigliere comunale per una lunga amministrazione e quindi sono convinto che potrà arricchire col suo contributo il dibattito politico cittadino. Per il resto valuteranno loro. Io, ripeto, non chiedo a nessuno di entrare ma se c’è voglia di dare un contributo e di lavorare, ma non di occupare poltrone, ci saranno le condizioni per operare bene insieme.

 

Al momento, come detto, la sua è una giunta con i soli colori del PD e lei sta trattenendo per sé le deleghe di competenza assessoriale. Quanto si potrà andare avanti in queste condizioni? Alla fine si dovrà scendere a compromessi? E su cosa si potrebbe cedere?

Si può arrivare così tranquillamente fino a fine mandato, compromessi negativi e al ribasso non intendo farne con nessuno. Se arriveranno, invece, proposte migliorative del programma amministrativo sono aperto a chiunque. Il monocolore è chiaramente un limite e io che sto lavorando con 5 assessori e non con 6 riscontro oggettive difficoltà ma la mia vuole essere l’ulteriore dimostrazione del fatto che non miro a far occupare poltrone ma a rendere il più partecipata possibile la vita amministrativa. Non ne faccio un problema di forze consiliari o di maggioranza o minoranza ma mantengo la più ampia disponibilità e apertura a quanti volessero, all’interno di quella coalizione e di quel programma che ha vinto le elezioni, dire la loro e contribuire al rilancio della città. E mi risulta che in SEL, in effetti, si è aperto un dibattito sulla verifica di quello che ci ha diviso.

 

Il recente risultato delle elezioni politiche ha castigato proprio il PD e le sue politiche. Una sua chiave di lettura? E secondo lei lo strapotere del M5S che ripercussioni avrà a livello regionale e locale?

A livello locale nessuna ripercussione. Le elezioni sono state fatte un anno e mezzo fa e si rifaranno fra 3 anni e mezzo. C’è da esaminare, invece, il fenomeno 5 stelle che interpreta la protesta di tanti nei confronti della cattiva politica e sulla quale siamo assolutamente d’accordo. Anzi, siamo proprio noi sindaci e amministratori delle piccole e medie città a subire per primi i torti della malapolitica! Siamo noi che veniamo pagati 1000-2000 euro al mese ad essere indignati per la mancata riduzione dei parlamentari e dei loro stipendi. Le voci di protesta che si levano dal M5S sono non solo assolutamente condivisibili ma hanno fatto parte anche delle politiche del PD e della lista Crocetta alle regionali. Non provo, quindi, alcuna difficoltà nel vedere l’avanzata dei grillini purchè a livello nazionale si pongano obiettivi di responsabilità e di governo piuttosto che di massacro e qualunquismo. Il risultato delle elezioni politiche ce lo aspettavamo, anche se non in questa misura. Vittoria non si poteva certo salvare dal crollo generale del PD che è scomparso dalla campagna elettorale negli ultimi 2 mesi. Io ho tanta stima per Bersani che è un ottimo segretario di partito e una grande persona ma non è un competitore elettorale, non è un comunicatore e non ha saputo parlare all’Italia mentre gente che ha distrutto la nazione come Berlusconi parlava bene e mieteva consensi. Dalle urne il PD è uscito notevolmente ridimensionato ma comunque come primo partito ed è inevitabile quando ci si impegna molto di più per le primarie che per le elezioni vere. Alle primarie sembrava che dovesse capitalizzare tutto il consenso degli insoddisfatti per la cattiva politica perché presentava una bella squadra e una bella immagine ma se poi all’indomani delle primarie questa squadra non compare più e in tv appare la figura ingrigita di Bersani che sbaglia la comunicazione e si mette a parlare di smacchiare giaguari è ovvio che si va verso una sconfitta e si perdono i voti! Noi questa emorragia non la potevamo frenare e nonostante fossimo senza candidato, e anche su questo data la storia politica di Vittoria ci sarebbe molto da discutere, siamo comunque riusciti a controllarla.

 

Vicenda AMIU. La municipalizzata era un tempo uno dei fiori all’occhiello della città, un importante bacino occupazionale. Perché è diventata un carrozzone e si è giunti alla liquidazione? Si poteva fare di meglio?

Io sono stato uno di quelli che ha fatto di tutto per salvare l’AMIU nonostante fosse gravata da debiti enormi risalenti anche agli anni ’90. Pensate che sono arrivate cartelle esattoriali per 11 mln di euro di tasse e contributi Inps non pagati proprio relativi a quel decennio. Una gestione pesantissima tanto che anche il mio predecessore (ndr. Aiello) nel 2003- 2004 voleva liberarsene  cedendola a una ditta di Enna. Negli anni abbiamo cercato di tamponare  perché, checché se ne dica, ha gestito bene il servizio di raccolta dei rifiuti a Vittoria. Però ormai era diventato difficilissimo continuare perché quella della municipalizzata, oggi Azienda Speciale, è un forma completamente desueta e lo dimostra il fatto che in Sicilia ci siano solo due casi: l’AMIA di Palermo e l’AMIU di Vittoria. Ecco perché, condividendo l’analisi spietata fatta da SEL al momento del nostro insediamento e secondo cui si doveva andare verso l’esternalizzazione e la liquidazione, abbiamo avviato insieme tutte le procedure che ora sto concludendo da solo, con coraggio e dispiacere, visto che loro hanno lasciato la giunta. Mi auguro che dal 1 aprile quello che resta dei dipendenti della municipalizzata possa direttamente confluire nella ditta privata aggiudicataria e che questa possa cominciare ad operare garantendo al Comune un minor dispendio economico, perché si passerà da una spesa di quasi 8 milioni l’anno a 5 milioni e mezzo, e alla città un servizio più efficiente e moderno. A fronte di questo rinunciamo a quello che era diventato una sorta di ammortizzatore sociale perché molti nuclei familiari lavoravano nell’Amiu per 3 mesi…ma non vorrei ora essere criticato anche per questo dato che prima venivo tacciato di clientelismo!

 

Adesso si è in attesa dell’aggiudicazione della gara. L’impressione è che il Comune voglia andarci coi piedi di piombo anche perché è un novità quindi, in un certo senso, un salto nel buio…

L’impressione è corretta. Dobbiamo necessariamente procedere in tal senso ma non c’è dubbio che rinunciare a circa 150 assunzioni trimestrali, far transitare quelli che si considerano dipendenti quasi pubblici ma non lo sono in un’azienda privata e far passare la città da un sistema di raccolta indifferenziata a uno che prevede almeno il 20% di differenziata per noi è un salto di qualità positivo. Vogliamo, però, tutte le garanzie che la ditta operi correttamente e per questo finchè non avremo tutte le garanzie e le certificazioni da parte delle Prefetture interessate non procederemo. Appena ne entreremo in possesso opereremo nell’immediato perché entrambe le ditte hanno decine di appalti in giro per il meridione d’Italia.

 

L’UGL di  Vittoria ha chiesto di avere notizie certe in merito alla “massa di debiti fuori bilancio” contratti dall’ente che avrebbero portato alla sospensione dell’erogazione dei buoni pasto. Questi “debiti fuori bilancio” già a febbraio, infatti, sembrerebbero ammontare a cifre più che preoccupanti. Come stanno le cose?

L’allarme riguarda tutti i comuni d’Italia. Siamo tutti sull’orlo del dissesto per colpa dei tagli dei governi nazionali. In mezzo a queste enormi difficoltà il comune di Vittoria non ride ma nella disgrazia è quello che piange meno. In provincia siamo gli unici a non avere ritardi nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti e questo l’UGL, da buon sindacato, dovrebbe capirlo e apprezzarlo. Non abbiamo casse floride ma sicuramente siamo l’ente che col bilancio e l’economia è messo meglio in provincia. Stiamo addirittura pagando debiti fuori bilancio per contenziosi relativi a espropri fatti male e a incarichi a professionisti e a ditte che risalgono agli anni ‘80-‘90 perchè ora sono arrivati a sentenza e ci è stato imposto di sborsare, in tre anni, qualcosa come 5 milioni di euro. Già da solo questo testimonia che abbiamo un bilancio sano perché altrimenti saremmo in dissesto. Invece, limitando spese di propaganda e feste, ma anche ahimè le riparazioni nelle strade e altre cose necessarie per la città, sto riuscendo a togliere 5 milioni dalle casse, a pagare errori che altri amministratori hanno commesso quando io ero un ragazzino che pensava a tutt’altro e a mantenere il bilancio del comune in una situazione di normalità.