Violenza sessuale a Santa Croce: arrestato un trentenne tunisino

2

Era stato ieri mattina lo stesso carnefice a chiedere l’intervento dei militari dell’arma sostenendo di aver sorpreso nella sta casa di Santa Croce i due connazionali intenti a rubare e che aveva provveduto a chiudere in una stanza. I militari trovano l’uomo, con vistosi graffi al collo e al viso, che emana un forte alito vinoso. Nella camera da letto del suo appartamento, chiusa a chiave dall’esterno, una ragazza tunisina trentenne, con graffi al viso ed una ciocca dei suoi capelli in mano, è sorretta da un altro connazionale. Il tunisino ribadisce che rincasando dopo una serata trascorsa in un locale con dei suoi amici, aveva trovato i due a rubare. Da un rapido sopralluogo dell’appartamento, i carabinieri si rendono conto che non vi è alcun segno di effrazione e che la versione resa non regge. Ad un più approfondito controllo,i militari notano che il letto della camera risulta disfatto e sul pavimento sono presenti altre ciocche di capelli lunghi, analoghi a quelli della donna. Vinto il pudore, è la stessa vittima a denunciare la violenza sessuale subita.
Il sabato sera – racconta la poveretta – i tre che erano amici trascorrono la serata insieme in un locale di Scoglitti. Vista l’ora tarda il tunisino invita la coppia a fermarsi a casa propria e con un espediente  convince il fidanzato a seguirlo in paese mentre la donna stanca va a  dormire. Raggiunto il centro storico di S. Croce, il tunisino lascia a piedi il connazionale, e ritorna a casa. Approfittando dell’assenza del rivale,  immobilizza la donna per i capelli e comincia a denudarla e palpeggiarla. La vittima cerca di divincolarsi dalla presa del suo aggressore con tutte le sue forze, graffiandolo al viso e al collo. Nel frattempo arriva il fidanzato della donna, che immediatamente intuisce cosa è accaduto.  L’aggressore esce repentinamente dalla camera da letto e chiude i due dentro. I Carabinieri, dopo aver ricostruito i fatti, ammanettano il violentatore, associato al carcere di Ragusa. La povera donna accompagnata dai Carabinieri al Pronto Soccorso se la caverà con qualche giorno di riposo e con addosso una turpe storia.