Apriamo l’aeroporto : “Ma si è cominciato dalla coda”?

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Marco Giuliana,  portavoce dell’ormai noto gruppo che opera da anni su FB  e che conta diecimila iscritti, dice la sua in merito all’incontro tenutosi a Comiso il 26 marzo, dove si è discusso di marketing del territorio ibleo in prossimità dell’apertura dell’aeroporto.  Un incontro a cui hanno partecipato diversi sindaci del comprensorio, imprenditori, tra i quali tour operator, albergatori, ristoratori, rappresentanti di associazioni del commercio, dell’artigianato, dell’industria e dell’agricoltura, il presidente di Soaco Spa Rosario Dibennardo, il presidente di Sac Enzo Taverniti, i consulenti per il marketing di Soaco Spa Paolo Dierna e Daniele Casale, quest’ultimo anche di Sac. L’incontro è servito  per comunicare che l’aeroporto aprirà comunque il 30 maggio e ha invitato i soggetti pubblici e privati a trovare le soluzioni con opportune azioni sinergiche affinchè venga supportata la fase d’avvio dell’attività aeroportuale. Si è parlato della necessità degli incentivi che il territorio interessato allo sviluppo dell’attività aeroportuale deve mettere in campo per consentire al vettore aereo di programmare la sua attività sullo scalo casmeneo con un minimo di vantaggio economico.

 “ L’incontro ha sollevato dubbi e perplessità anche sulle procedure seguite per arrivare alla fase d’avvio della struttura aeroportuale – ha dichiarato Marco Giuliana  portavoce del gruppo. Le richieste dei presenti sui vettori aerei che dovrebbero atterrare a Comiso, hanno avuto risposte dai responsabili SAC e consulenti marketing SOACO vaghe e certamente non esaudienti, tipo: “  Forse arriva Airone con un volo Malpensa -Comiso che non cannibalizza Malpensa -Catania di Airone o Alitalia visto anche quello che è successo nella tratta Catania Londra di British Airways con Easy Jet”,  oppure “ L’aeroporto di Comiso non è competitor di Catania, in quanto è il sistema aeroportuale Catania -Comiso che subisce la concorrenza di Turchia, Ibiza ecc”. Giuliana, ha quindi posto delle domande ben precise : “ Qual è il piano industriale dell’aeroporto di Comiso? Cosa prevede? – I soci della SOACO (SAC in testa che ha in carico 18 milioni di euro in quote societarie) quali impegni economici hanno assunto per le attività di marketing?;  Esiste un piano finanziario dell’opera?  Qual’ è la redditività prevista e quanto è previsto il pareggio di bilancio? E poi. Il piano economico finanziario di un’ opera non dovrebbe basarsi su dati certi, e in questo caso i dati certi dovrebbero essere i rapporti commerciali sul traffico generato da vettori aerei certi, identificati.  Prima di procedere alla realizzazione dell’opera sono state valutate le possibili tratte nazionali e europee che avrebbero potuto sviluppare traffico sufficiente alla sostenibilità dell’aeroporto? E se si, il Dr. Di Bennardo, nella veste anche di presidente di Federalberghi Ragusa , ha avuto modo di proporre ai grossi Tour Operator europei , quelli che fanno i numeri, un’offerta turistica del nostro territorio vantaggiosa per invogliarli a siglare Loro i rapporti commerciali con i vettori Low Cost ,così come è stato fatto a Trapani? E se questo non è stato fatto con il piano industriale, la Soaco ha sensibilizzato le nostre agenzie di viaggio o i consorzi turistici del territorio a formulare pacchetti turistici reali che avrebbero potuto giustificare, sulla base della redditività, il mantenimento di una tratta aerea? L’affermazioni dei consulenti SOACO e SAC sulla necessità di rivolgere l’attenzione verso i paesi scandinavi fa capire che questo non è stato fatto. Stupisce, allora, che si dica che ci sia un piano industriale che si riferisce a larghe porzioni dei territori ricompresi nelle province di Siracusa, Agrigento e Catania a cui ora, i l 27 marzo a un mese dall’apertura dell’aeroporto degli Iblei o della Conte di Modica o della Val di Noto si chiede un impegno economico”.