Chiusura del ponte sull’Ippari, Scarso contro Nicosia

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“Mi sorprendono e amareggiano le dichiarazioni del sindaco di Vittoria, a proposito dell’ordinanza di chiusura del ponte sul fiume Ippari, firmata dal dirigente del settore Viabilità della Provincia che ha avuto l’intimazione dal Genio Civile di demolire addirittura la struttura. Attaccando a testa bassa non si risolvono i problemi o promuovendo sit-in di protesta che non possono essere indirizzati contro la Provincia che, per evitare rischio e pericolo all’incolumità pubblica, è stata costretta ad adottare come ‘estrema ratio’ questo provvedimento”.

Così il commissario straordinario della Provincia di Ragusa Giovanni Scarso che aggiunge: “L’ordinanza del dirigente del settore Viabilità è un’assunzione di responsabilità ed arriva dopo che lo stesso, in un momento di ‘vacatio’ alla Provincia, non ero stato ancora confermato nell’incarico di commissario dell’Ente, ha provveduto l’11 aprile scorso a scrivere a tutti gli Enti interessati per assumere determinazioni sulla questione. Non avendo ricevuto alcuna risposta, tanto meno dal comune di Vittoria, il dirigente del settore Viabilità ha proceduto secondo legge a difesa esclusiva della pubblica incolumità ad emanare relativa ordinanza. Insediatomi il 12 aprile quale commissario straordinario, tra i miei primi atti compiuti, c’è stato quello di chiedere al prefetto di Ragusa la convocazione di una conferenza di servizio per determinarsi sulla questione dopo che il Genio Civile aveva ribadito l’ordinanza del 1992 di demolizione del ponte. Di quale colpa si è macchiato questo Commissario Straordinario francamente non lo capisco, semmai ho avuto il merito di portare ad un tavolo istituzionale la questione che verrà affrontata nella conferenza di servizio del 7 maggio prossimo. Un’esigenza che avrebbe potuto avvertire anche l’amministrazione comunale di Vittoria dopo la lettera del dirigente del settore Viabilità e dopo la nota del 2 aprile scorso del Genio Civile che intimava alla Provincia la demolizione del ponte, “a seguito del recente straripamento del fiume Ippari e a tutela del buon regime delle acque pubbliche e della pubblica incolumità”.