Lutto cittadino: oggi i funerali di Gianna Nobile

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Sgomento e rabbia a Vittoria, nel giorno in cui è stato proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali della professoressa di religione Gianna Nobile, uccisa sabato scorso nella scuola dove insegnava, la Pappalardo. Una comunità scossa che non ha mancato di esprimere sentimenti di cordoglio e vicinanza ai familiari della vittima che, hanno però detto, in una lettera aperta, “di non parlare di ‘passione’, ma di riportare in modo chiaro e deciso che Gianna (e non soltanto lei) – leggiamo testualmente nella nota della famiglia – era stata fatta oggetto di deliranti minacce da parte del Lo Presti che non aveva esitato a danneggiare anche beni di altri docenti. Come è comprensibile, la Famiglia gradirebbe un “assordante silenzio” in momenti così dolorosi, ma nella consapevolezza dell’impossibilità di tale evenienza, non può rimanere inerte dinanzi al termine “passione” il cui solo utilizzo rischia di oltraggiare la memoria di Gianna”.

E anche in base ai tanti rumors che via via sarebbero emersi in relazione a tale drammatica tragedia, sta proseguendo l’attività di indagine da parte degli inquirenti per meglio verificare e circoscrivere il movente che avrebbe mosso il Lo Presti ad esplodere i cinque colpi di pistola, calibro 7,65, regolarmente detenuta. Tre quelli andati a vuoto, due quelli che hanno colpito la vittima alla zona addominale, provocandole una emorragia interna fulminante. Intanto, è emerso un altro particolare. Pare che il Lo Presti, la cui follia omicida è stata fermata da un suo eroico collega che lo ha immobilizzato, avesse all’interno di un guanto in lattice, nascosto nel calzino, altre venti cartucce. Ed intanto stamani ha creato un certo allarmismo la notizia falsa che in poche ore, stamani, si sarebbe diffusa a Vittoria, secondo cui Salvatore Lo Presti, rinchiuso al carcere di Ragusa, si sarebbe tolto la vita. Addirittura sarebbero giunte al centralino del commissariato di polizia di Vittoria diverse telefonate per verificare la notizia. Come detto si tratta di una notizia priva di fondamento, come confermato anche dal dirigente del commissariato di polizia di Vittoria, Rosario Amarù che personalmente, per fugare qualunque dubbio stamani ha avuto contatti telefonici con la casa circondariale di contrada Pendente. L’omicida si troverebbe in un regime di massima sicurezza, e sarebbe sorvegliato in modo continuo e costante.