Motovedetta d’altura ‘Di Bonaventura’, sequestri e denunce a piede libero

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Un’altra giornata intensa, quella di ieri, per i militari della Motovedetta d’altura della Compagnia Carabinieri di Modica che, nel quadro dell’intensificazione dei controlli sul litorale ragusano di pertinenza, hanno effettuato controlli mirati nei pressi dei porti di Donnalucata e Scoglitti al fine di contrastare la sempre più dilagante condotta illecita della pesca a strascico posta in essere da parte sia di alcuni pescatori indigeni sia di marittimi in trasferta provenienti dalle varie località di mare della vicina provincia di Caltanissetta.

Proprio nel corso di attività di navigazione svolta nella mattinata di ieri nei pressi del piccolo porto di Donnalucata, i Carabinieri del servizio navale della Compagnia di Modica hanno rinvenuto, rimosso e sottoposto a sequestro una rete da posta del tipo tramaglio (della lunghezza di 1000 metri circa) priva delle previste bandiere di segnalazione ed utilizzate da pescatori di frodo, nonché 40 trappole per cefalopodi. il natante che le aveva appena posizionate in mare, alla vista del natante dell’arma, è fuggito a forte velocita facendo perdere le sue tracce sotto costa. Con tanta soddisfazione della locale marineria che nei giorni scorsi si era rivolta all’Arma in cerca di aiuto contro i concorrenti di settore che in mare continuano ad operare slealmente.

Nel pomeriggio di ieri, al rientro dalle attività in mare, i militari della Motovedetta ‘Di Bonaventura’ hanno avviato, invece, una mirata attività di controllo alle pescherie di Pozzallo finalizzata alla verifica della filiera alimentare e al rispetto delle norme sanitarie da parte dei venditori di pesce. Nel corso del servizio sono state elevate ammende amministrative a carico dei titolari di due pescherie pozzallesi che, in un caso, hanno omesso di aggiornare i registri del sistema di autocontrollo sanitario HACCP (elevata una sanzione amministrativo per un importo di oltre 1000 €) e, nell’altro, hanno posto in vendita prodotti ittici privi di certificazioni e tracciabilità; in questo caso l’importo della sanzione pecuniaria è stato di 6.000 €.