Estorceva denaro ai genitori, arrestato un ragazzo di Scoglitti

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Avrebbero tollerato e sopportato per oltre due anni e mezzo, dal 2011 fino allo scorso maggio, poi esasperati e preoccupati, si sarebbero rivolti ai carabinieri per denunciare l’atteggiamento vessatorio e violento del figlio 23enne che estorceva loro denaro per sostenere spese futili. Con l’accusa di estorsione continuata, i carabinieri di Scoglitti hanno arrestato ieri sera un 23enne del posto, incensurato e nullafacente. Il provvedimento è stato eseguito in ottemperanza all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa Claudio Maggioni, su richiesta del Sostituto Procuratore Marco Rota, i quali hanno concordato con le risultanze investigative dei militari dell’Arma. Il giovane – secondo quanto riferito dagli investigatori –  si era reso responsabile di ripetute minacce di morte e di azioni violente nei confronti della sorella minore di appena 10 anni e dei genitori, costringendo quest’ultimi a versargli periodiche somme di denaro che poi pare venissero impiegate in spese futili ed anche pericolose, quali l’abuso di alcool e di stupefacenti. Dopo due anni e mezzo di vessazioni, minacce perfino azioni violente e ritorsive, temendo, soprattutto, per l’incolumità dell’altra figlia piccolina, i genitori, extrema ratio, hanno dovuto compiere una scelta profondamente dolorosa, ma, evidentemente, necessaria, rivolgendosi ai carabinieri. Le richieste di denaro, prima sporadiche, pare che negli ultimi tempi fossero divenute più frequenti, anche un paio di volte la settimana. Somme che i genitori concedevano pur di limitare i danni, ma che creavano un evidente disagio anche all’economia della famiglia, soprattutto se si pensa che erano sempre accompagnate da minacce e azioni vessatorie preventive, che i poveri genitori non erano più in grado di tollerare.

Il giovane figlio, una volta rintracciato, al termine delle formalità di rito, è stato condotto alla Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea davanti la quale dovrà rispondere del reato di estorsione continuata.