Orgoglio e pregiudizio

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Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ragusa, Carmelo Petralia, in una intervista pubblicata il 18 settembre scorso sul quotidiano “La Sicilia”, si compiace della nuova geografia giudiziaria che ha eliminato il Tribunale di Modica (istituito nel 1361) per accorparlo a quello di Ragusa (istituito in epoca fascista, nel 1926). Una soddisfazione legittima vista la gloriosa tradizione del Tribunale della Contea, sancita anche dalla Storia che nessuno può mettere in dubbio o ricondurre a inutili questioni di campanile. Il procuratore Petralia si definisce, poi, insieme al presidente del Tribunale di Ragusa, Giuseppe Tamburini “bieco esecutore di una riforma voluta da due ministre, Severino e Cancellieri. Che hanno dato vita ad una riforma importante e necessaria che andava fatta davvero da tempo”. Si parla, poi, di una  “grande convergenza di iniziative che si è realizzata in sede locale da parte del Comune di Ragusa e dell’Arma dei Carabinieri. Nonostante i ben noti limiti di budget, il Comune ha realizzato e ha in corso di realizzazione alcuni interventi sui locali già disponibili nella sede della Procura al fine di adeguarli alle nuove esigenze”. Una “grande convergenza”, dunque, con l’Arma ma, anche, con il Comune, un potere amministrativo solitamente attenzionato dal potere giudiziario al fine di prevenire possibili conflitti di interesse che, comunque, visti i precedenti ragusani, non dovrebbero sussistere. Il Comune sta provvedendo, per ora, all’adeguamento dei locali cercando di realizzare nuove stanze, anche utilizzando pareti di cartongesso (in alcuni casi – secondo gli addetti ai lavori – i locali assomigliano a degli alveari). Prima della fine dell’anno – spiega ancora Petralia – dopo l’approvazione del bilancio comunale, ci è stato assicurato che saranno disponibili i fondi per interventi di più ampia portata, sempre nei locali della Procura, per una migliore sistemazione del personale e una più razionale organizzazione dei servizi”. Costante e continua, quindi, la collaborazione tra la Procura e l’amministrazione comunale di Ragusa. Una collaborazione che, invece, non sembra esserci stata tra l’amministrazione comunale di Modica e la Procura modicana nella difesa del Tribunale accorpato. Tanto da fare dire a Petralia che “alcune istituzioni modicane hanno abdicato ad un compito direi educativo nei confronti dei propri amministrati, eccitando gli animi con sterili prese di posizione. E’ chiaro che ci sarà all’inizio qualche disagio in più per lavoratori e cittadini in genere, ma, a regime, l’unificazione degli uffici non potrà che rivelarsi proficua”. In quanto ai disagi per i cittadini, vale la pena ricordare che quei “cittadini in genere” sono gli stessi che consentono ai magistrati (e non solo) di percepire regolarmente dignitosi stipendi.
 Il magistrato accusa alcune istituzioni modicane (il Comune? l’Ordine degli avvocati? ) di avere quasi fomentato una “rivolta popolare”, di avere “eccitato” gli animi. Evidentemente gli sono state riferite delle enormi castronerie se è vero come è vero che l’unica iniziativa pubblica si è svolta nel piazzale antistante il Palazzo di giustizia alla presenza di un centinaio di persone (per lo più avvocati), due carabinieri e due agenti di Polizia. Troppo poco, in verità, per “eccitare” gli animi. Anche se qualche presa di posizione c’è stata, non pensiamo che possa costituire reato. A meno che il procuratore Petralia non voglia iniziare la sua nuova esperienza di “riunificatore” con una inchiesta sui “Moti di Modica a difesa del Tribunale”. Pensiamo, tuttavia, che abbia ben altre priorità, soprattutto se si considera il fatto che il carico di lavoro si farà davvero pesante con gli affari provenienti anche dalla sezione staccata di Vittoria che, da sola, assorbe il 40% del contenzioso della provincia. Le rivendicazioni di Modica si basano, poi, sulla efficienza di una struttura – il Palagiustizia di piazzale Beniamino Scucces – nella quale potrebbero essere trattati gli affari civili del territorio senza sprecare altri soldi pubblici per ricavare improbabili uffici nel Palazzo di giustizia di Ragusa o per affittare nuovi immobili. E’ forse questa la proposta che, secondo Petralia, avrebbe “eccitato” gli animi dei modicani?
Il magistrato, nelle sue esternazioni, fa anche un parallelo con Ferdinando I di Borbone, sovrano del Regno delle Due Sicilie dal 1816 al 1825, passato alla storia con i nomignoli di Re Lazzarone e di Re Nasone, affibiatigli dai lazzari napoletani che, in giovane età, abitualmente frequentava. Ferdinando di Borbone, discendente in linea diretta del Re Sole, dimenticò – dice Petralia – di sopprimere il Tribunale di Modica nella riforma amministrativa del Regno. Una “impresa” riuscita, invece, adesso. Ma la soppressione di un Tribunale è davvero motivo di orgoglio per un magistrato?