Ecco le idee urbanistiche dell’Amministrazione Piccitto

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E’ stato il sindaco a chiarire l’orientamento dell’amministrazione sulle costruzioni in zona agricola: meno consumo del territorio, più recupero e ristrutturazione del patrimonio abitativo esistente. Il faccia a faccia chiesto dalle associazioni di categoria, compresa quella dei costruttori edili, si è tenuto ieri pomeriggio nella sala del centro direzione di contrada Mugno, alla zona artigianale. Oltre al sindaco, Federico Piccitto, per il Comune erano presenti gli assessori all’Urbanistica e all’Ambiente, Giuseppe Dimartino e Claudio Conti, e il presidente del consiglio comunale, Gianni Iacono. Per le associazioni c’erano Giuseppe Massari della Cna, Giuseppe Guglielmino dell’Ance. Ed ancora i rappresentanti degli ordini egli architetti e degli ingegneri. Da parte loro numerose richieste all’amministrazione. In particolar modo è stata fatta richiesta di prendere in esame le istanze, sempre inerenti le costruzioni in zona agricola, che non sono ancora state esitate. Reintroduzione del lotto minimo, rivisitazione dell’articolo 48 delle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale. Ed ancora la previsione, all’interno del Prg, di sottozone, individuando quelle di minor pregio paesaggistico dove sarebbe possibile realizzare – queste le richieste delle organizzazioni – alcune costruzioni per uso abitativo privato. Nessuna idea di speculazione edilizia, hanno assicurato i presenti, ma l’intenzione di dare ai privati la possibilità di costruire una casa in aree verdi. Ed ancora sono state chieste linee guida per le costruzioni anche a servizio delle aziende agricole, con soluzioni che rispettino il paesaggio. Si è parlato pure di riqualificazione urbana del centro storico. Su questo punto, almeno, le idee con l’amministrazione comunale sono convergenti, perchè l’idea poi chiarita da Piccitto è quella di puntare proprio sulle ristrutturazioni evitando le nuove costruzioni. Un’inversione di tendenza, come ha chiarito lo stesso primo cittadino, che vede una maggiore tutela del paesaggio. Lo stesso assessore Giuseppe Dimartino, già in consiglio comunale, aveva spiegato come le norme regionali, nazionali ed europee da qualche tempo abbiano concentrato l’attenzione proprio sulla tutela del paesaggio quale bene superiore da tutelare rispetto all’interesse del singolo. Piccitto, tuttavia, non ha inteso chiudere la “porta” ad ogni possibile mediazione, anche se è stato fermo sull’orientamento generale. Un confronto ulteriore su come gestire questa fase di passaggio, valutando la questione delle richieste “pendenti”. Anche se occorrerà anche fare i conti con le regole del piano paesaggistico, che in determinate aree non consentono costruzioni se non legate allo svolgimento dell’attività agricola. Va ricordato che sulla materia di tutela del paesaggio, la Procura aveva chiesto uno studio ad un paesaggista dell’Università di Bologna per verificare se siano state rispettate le norme in materia di rilascio della concessioni. Da qualche settimana quel rapporto è già nelle mani del procuratore Carmelo Petralia.