Il sottosegretario Berretta sul Tribunale: “Tenere conto della sentenza Cga”

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Della sentenza del Cga bisognerà tenere conto”: è stato piuttosto chiaro oggi il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Beretta, a Catania per l’incontro di Campagna Etica 2014, rispondendo alle domande della stampa sul caso del Tribunale di Modica e commentando la decisione del Presidente Tamburini di non trasferire ugualmente uffici e servizi in quella che sarebbe potuta diventare una sede distaccata del Tribunale di Ragusa, nella sede del Palazzo di Giustizia di Modica.
Sappiamo che la vicenda di Modica ha comportato notevoli tensioni – ha aggiunto Beretta -, e che qui un Tribunale di antica tradizione reclama la propria autonomia. Non si può negare che la riorganizzazione del sistema giudiziario abbia comportato delle problematiche. Ora si aggiunge una pronuncia della giustizia amministrativa a cui bisognerà dare in ogni caso un seguito, seppur nella prospettiva di una fortissima razionalizzazione delle risorse e quindi in forme e mode compatibili con questa razionalizzazione. Da parte del Ministero, daremo forme di sostegno e aiuto alla risoluzione del problema”.
Intanto si è riunito oggi al Comune di Modica il Comitato pro Tribunale.
Questo il documento redatto in risposta alle considerazioni di Tamburini:

Il comunicato che il Presidente del Tribunale di Ragusa ha affidato alla stampa il 13 febbraio scorso non è rispettoso del confronto cui dovrebbe essere improntata la problematica avente ad oggetto l’utilizzo del Palazzo di Giustizia di Modica, oltre che gravemente lacunoso e contraddittorio.

Il dott. Tamburini ha rimosso il contenuto dell’incontro con il Comitato del 28 gennaio scorso e gli impegni tesi a verificare la disponibilità di tutti gli attori in campo di richiedere al Ministro della Giustizia l’utilizzo della struttura giudiziaria di Modica delle norme introdotte dalla Legge di Stabilità finanziaria nr. 148/2013.  Ha assunto anzi, immediatamente dopo, provvedimenti di segno contrario disponendo il trasferimento di personale da Modica a Ragusa, sguarnendo ulteriormente quell’Ufficio, quasi a voler rafforzare le ragioni della sua soppressione sostanziale, oltre che formale. Un film già visto con i “rami secchi” delle ferrovie. Non solo, raggiunto dalla richiesta di pronta convocazione, l’ha lasciata cadere senza riscontrarla.

L’estensore del provvedimento si sofferma sui “disservizi e sui non trascurabili impegni di spesa” che sarebbero imposti dal trasferimento a Modica di settori della giurisdizione civile e/o penale ma tace sui disservizi prodotti dall’accorpamento e sullo spreco di centinaia di migliaia di euro denunciato alla Procura Generale della Corte dei Conti. Tace delle condizioni di lavoro dei magistrati e degli operatori, anch’esse denunciate alle competenti autorità. Tace in ordine alla esistenza delle criticità strutturali dell’attuale struttura giudiziaria di Ragusa certificata da un tecnico che lui stesso ha nominato e tace ancora sul mancato rinnovo della documentazione degli impianti di climatizzazione. Tace sulla opportunità che la Legge di Stabilità nr. 148/2013 ha attribuito al Ministro della Giustizia, di disporre, nell’ambito di apposita convenzione stipulata con la Regione, che venga utilizzato il Palazzo di Giustizia di Modica ove le spese di funzionamento siano assunte dalla Regione. E tace infine sulla prontezza dichiarata dal Presidente Crocetta a farsi carico di tali spese.

Il Presidente del Tribunale di Ragusa non ha, ad ogni evidenza, consapevolezza della responsabilità che la legge gli attribuisce in materia di politica giudiziaria;  della responsabilità erariale che ha personalmente assunto con il provvedimento adottato; del paradosso insito nella scelta di  rinunciare all’utilizzo del Palazzo di Giustizia di Modica, moderno, funzionale ed antisismico, per concentrare l’intera attività giurisdizionale a Ragusa, in locali non antisismici, perdendo così l’opportunità  per rendere più efficiente e più economica l’attività del Tribunale.

Questa scelta cozza contro la legge, contro il diritto e contro il buon senso, a danno dell’intera comunità iblea. 

Il Comitato non disperderà i risultati conseguiti a Roma e a Palermo e, consapevole che ogni decisione è possibile sino al prossimo 13 settembre, data ultima per l’approvazione di decreti correttivi, produrrà ogni sforzo per impedire quel che appare essere un inaccettabile sopruso.

A tal fine

IMPEGNA

i parlamentari del comprensorio, le Istituzioni, le Associazioni, i Movimenti, i Sindacati, i Partiti a sostenere e  a partecipare alle iniziative che, in ogni sede, saranno rilanciate per affermare l’utilizzo, in via definitiva, del Palazzo di Giustizia di Modica decidendo, nel corso dell’odierno incontro, di convocare a breve una seconda assemblea popolare.

   COMITATO “PRO TRIBUNALE MODICA”