Dopo l’aggressione al Comune, trovata cocaina a casa di Jallabi

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Attimi di paura ieri pomeriggio in corso Umberto. Poco dopo le 18 Isslime Jallabi, un tunisino 20enne già noto alle forze dell’ordine, è comparso per la via centrale di Modica seminudo ed insanguinato. Il tunisino gridava frasi sconnesse ed è subito parso sotto l’effetto di alcool e stupefacenti. Correndo si è diretto verso Palazzo San Domenico dove ha prima aggredito un cittadino che era in attesa di parlare con il sindaco con un violento pugno e poi si è diretto verso il gabinetto di segreteria del primo cittadino. Qui nonostante i tentativi del segretario di riportarlo alla calma è entrato nella stanza del sindaco brandendo un coltello e minacciando di uccidere tutti. Il sindaco non si trovava nella sua stanza in quel momento e allora il tunisino ha messo a soqquadro la stanza rovistando tra i cassetti della scrivania dove ha trovato una barretta di cioccolato che ha mangiato seduto con i piedi sulla scrivania e continuando a minacciare. Dopo qualche minuto è andato via mentre gli impiegati comunali avevano già allertato le forze dell’ordine, in primis i vigili urbani che hanno la loro sede proprio nel piano inferiore di Palazzo San Domenico. Sceso in strada ha sferrato un cazzotto ad un operatore di polizia municipale fratturandogli uno zigomo ed è poi scappato, dopo aver tentato di rubargli la pistola, rifugiandosi nella zona di S.Paolo. E’ partita quindi la caccia all’uomo che ha coinvolto gli stessi vigili urbani e una volante della polizia nel frattempo giunta sul posto. Attraverso le stradine secondarie è arrivato in piazza Campailla dove si è nascosto all’interno di un’autorimessa. Qua i poliziotti da una parte ed i vigili urbani dall’altra lo hanno intrappolato e messo le manette ai polsi. Negli attimi concitati dell’arresto è riuscito anche a fratturare un dito ad un poliziotto. La follia del pregiudicato è durata poco più di mezz’ora durante la quale ha messo in allarme tutto il centro storico. Addosso gli sono stati trovati un bilancino di precisione e 730 euro in contanti ritenuto provento dell’attività di spaccio. Questo ritrovamento ha spinto i poliziotti a procedere alla perquisizione dell’abitazione trovata completamente a soqquadro e con tracce evidenti di sangue sparse ovunque.In un piattino 50 grammi di cocaina pronti per essere venduti al dettaglio. Ad aiutare gli inquirenti nella ricostruzione della dinamica anche due testimonianze che raccontano di alcuni giovani presenti in casa e poi dello stesso Jallabi che esce di corsa inseguito dai giovani. Circostanze queste non confermate dal tunisino che si rifiuta di parlare e che nel frattempo è stato rinchiuso nel carcere di Ragusa con l’accusa di violenza, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini dello spaccio di stupefacenti.