Rustico dopo la “scampata” sfiducia: “Una farsa a carico dei cittadini”

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L'ex sindaco Piero Rustico

Preso atto della bocciatura della mozione di sfiducia presentata dall’opposizione nei suoi confronti, il sindaco Piero Rustico ha così commentato l’esito della seduta del Consiglio Comunale: “La fine ingloriosa della mozione di sfiducia presentata da dieci consiglieri di opposizione è l’icona della mediocrità politica di una opposizione capace solo di danneggiare la nostra comunità cittadina e mai di elevarsi dai bassi livelli per comprendere che ci sono valori, nella vita e nella politica, che vanno al di là del misero tornaconto personale.

Il Consiglio Comunale, una vera e propria farsa messa in scena da una opposizione inconsistente sul piano delle idee e delle azioni, ha posto definitivamente fine a un tormentone iniziato con la prima mozione di sfiducia presentata il 4 dicembre 2012 dai consiglieri del Partito Democratico Roccuzzo e Muraglie e protrattosi fino a ieri quando è stato certificato, con il voto che ha respinto l’ultima mozione di sfiducia presentata, il definitivo fallimento della velleitaria pretesa di destituirmi senza che ce ne fossero i presupposti, le ragioni e soprattutto i consensi necessari.

Che si trattasse di una farsa, il cui onere in termini economici ricade sulla collettività per le due sedute del Consiglio Comunale che si sono tenute su questo unico argomento, è subito apparso agli occhi di tutti soprattutto quando mi sono state presentate, il 18 febbraio scorso, ben quattro interpellanze da parte di due dei dieci consiglieri firmatari della mozione e quando, il 25 febbraio scorso, altri cinque degli stessi consiglieri firmatari della mozione hanno fatto richiesta di convocazione del Consiglio Comunale per discutere su altro argomento. Appare evidente l’agire contraddittorio: da un lato l’opposizione vuole sfiduciare il Sindaco, dall’altra, la stessa, gli presenta interpellanze e, ancor più contraddittorio, gli avanza richiesta di convocazione del Consiglio Comunale, per discutere su altro, tre giorni prima della seconda seduta prevista per decretare la sfiducia al Sindaco, pur consapevole che dalla sua convocazione non possono intercorrere meno di cinque giorni prima che il Consiglio si riunisca. Se ciò è avvenuto è proprio perché i dieci erano ben consapevoli che stavano mettendo in atto solo una costosa farsa a danno della città.

Dopo il volantinaggio a tappeto e il porta a porta per invitare tutta la cittadinanza a recarsi in massa al Consiglio Comunale per “sfiduciare il Sindaco”, l’opposizione ha rimediato la sconfitta più cocente e la pessima figura più evidente per la totale assenza degli ispicesi nell’aula consiliare durante il miserevole naufragio della velleitaria mozione di sfiducia. Un misero affanno da parte dell’opposizione a cui la cittadinanza ha risposto con un gesto di grande maturità in un periodo in cui i problemi da risolvere sono tanti e per i quali pretende di vedere impegnato il Consiglio Comunale. Gli stessi consiglieri che hanno determinato la dichiarazione di dissesto finanziario del nostro Comune ora volevano infliggere alla città l’ennesima gratuita mortificazione mettendola nuovamente nelle mani di una gestione commissariale che altro non può fare se non che svolgere l’ordinaria amministrazione.

Il senso di responsabilità e il convinto perseguimento dell’impegno, assunto con gli elettori al momento del voto nel 2010, da parte del presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Quarrella e dei consiglieri Massimo Donzello, Pina Donzello, Anna Infanti, Patrizia Lorefice, Carmelo Oddo, Cesare Pellegrino e Pietro Zocco hanno evitato alla città di vivere l’ennesima sconfitta morale e politica della sfiducia al Sindaco, con tutte le nefaste conseguenze che alla stessa sono legate.

Per fortuna i dodici dell’opposizione non sono riusciti a scrivere una nuova vergognosa pagina nella storia della nostra città e, cosa più importante, non  sono riusciti a scriverla i consiglieri Angelo Fidelio, Meluccio Fidelio, Titta Genovese, Giovanni Lauretta, Paolo Monaca, Carmelo Padova, Maria Carmela Spadaro e Salvatore Spatola, traditori del Sindaco e ancor più degli elettori ai quali avevano chiesto il voto per eleggere il sindaco Piero Rustico e per attuare il suo programma elettorale. Questo loro tradimento merita di essere punito con un gesto, ne sono sicuro, che gli ispicesi non mancheranno di attuare, nei confronti dei citati otto, alle prossime elezioni amministrative, ammesso che qualcuno di questi abbia l’ardire di ripresentarsi al giudizio degli elettori ispicesi.

L’esito dell’ultima seduta del Consiglio Comunale porta ad una fisiologica riflessione: i dodici consiglieri che ieri hanno votato la sfiducia al Sindaco, senza riuscire nell’intento, hanno il solo dovere di dimettersi per lasciare il posto a coloro che li seguono nelle liste di appartenenza. Si avrebbe sicuramente gente nuova a far parte del Consiglio Comunale, rappresentanti che facendo tesoro dei danni posti in essere dai predecessori potrebbero cominciare a scrivere una pagina più costruttiva nella storia politica della nostra città, con la consapevolezza che maggioranza e opposizione, pur nella diversità dei ruoli, devono avere un solo obiettivo comune: il bene della comunità amministrata.

Da Sindaco della nostra amata Ispica, con la stessa serenità che mi ha accompagnato in questi giorni di amarezza per la triste condizione della politica nella nostra città, fomentata da chi dalla politica tutto ha avuto senza nulla dare, dico ai dodici: mettetevi da parte, liberate la città da un fardello che non merita di portare per i vostri miseri tornaconti personali, da me mai assecondati, questa l’unica vera causa del vostro tradimento, e lasciate l’Amministrazione lavorare fino alla naturale scadenza del suo mandato nell’interesse degli ispicesi che, con la loro assenza alla vostra assordante chiamata, hanno dimostrato di ben riconoscere, pur in questi tempi difficilissimi per tutti, chi si impegna con dedizione al fine di perseguire il bene comune e chi invece vuole lo sfacelo a tutti costi per un esclusivo tornaconto personale.

Io, da parte mia, sento forte il dovere di portare a termine il mandato che gli ispicesi mi hanno affidato con lo stesso impegno e la medesima passione con cui ho lavorato per il bene della città sin dal 24 maggio 2005, data del mio primo insediamento. È questo il segno tangibile con cui posso dimostrare la mia gratitudine ai miei concittadini che per ben due volte mi hanno dato l’onore e il privilegio di servire nel ruolo di Sindaco la comunità nella quale sono nato e alla quale da sempre con orgoglio appartengo.”