La lezione dei liceali del “Campailla”

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Il fine settimana appena trascorso ha visto gli studenti del Liceo classico “Campailla” di Modica in piazza. Ma non si trattava di uno sciopero. Protestavano per chiedere dignità. Non per loro. Per il Palazzo degli studi di corso Umberto. In piazza Matteotti hanno messo in mostra le foto scattate al terzo piano dell’edificio dove c’era – prima di essere trasferito al quartiere Sacro Cuore – l’Istituto tecnico e per geometri “Archimede”. Foto che sembravano tratte da un film di Dario Argento: carcasse di uccelli e di topi morti; quintali di guano; acqua piovana; ogni genere di sporcizia. Pochi erano a conoscenza di una simile situazione di degrado. A quanto pare, non sapevano nulla neppure le cosìddette istituzioni (enti locali e provinciali), né i vari rappresentanti politici del territorio che, nelle ultime campagne elettorali per le regionali e per le amministrative, avevano promesso mari e monti. I voli pindarici dei bravi parlamentari si sarebbero dovuti  tradurre in cospicui finanziamenti che sarebbero dovuti arrivare con rapidità sorprendente. Tanto per fare qualche esempio: legge speciale per i comuni del Val di Noto un po’ “invidiosi” dei milioni di euro concessi a Ragusa Ibla; soldi per il recupero di beni architettonici e monumentali; soldi per iniziative a favore del turismo; soldi per la sanità; soldi per la viabilità! E chi ne ha più ne metta! Finite le campagne elettorali, a Modica e ai modicani sono rimaste solo le promesse. Per fortuna, questa volta, l’esempio arriva dai giovani. Gli studenti del “Classico” stanno dando una lezione di dignità e di coerenza: protestano al posto di chi avrebbe dovuto indignarsi già da tempo. Bravi, ragazzi!