Giovanni Avola durissimo contro Abbate: “Modica isolata e mortificata”

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A poco più di un mese dalla pubblicazione della legge regionale n.8 sulla Istituzione dei Liberi Consorzi Comunali, su tutto il territorio regionale si è registrato l’assoluto disinteresse per una norma vuota e priva di ricadute rispetto ai bisogni concreti dei siciliani.
Solo sporadici e generici apprezzamenti per la riduzione dei costi della pubblica amministrazione (tutta da verificare) ed un’unanime plauso alla trasformazione delle nove province regionali in “Liberi Consorzi Comunali” per la cui gestione non ci saranno più i rappresentanti eletti ma i nominati dai singoli comuni.
Sicuramente , e per la prima volta, i nostri legislatori hanno intercettato un comune sentire dei siciliani che vedevano l’ex provincia come un ente inutile, lontano dai loro bisogni e soprattutto come una delle tante macchine mangia soldi pagate dai cittadini.
Per il resto un silenzio assordante persino nelle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina.
E non c’è da meravigliarsi: la Sicilia è una bomba sociale, quasi metà della popolazione è senza lavoro, tutti i settori produttivi sono in affanno per la caduta della domanda interna e persino il lavoro precario ed il lavoro nero vengono percepiti come un privilegio da parte delle sterminate masse di inoccupati.
Si discute, insomma,del lavoro che non c’è, dell’imprese che chiudono, altro che liberi consorzi.
Tuttavia in una parte del territorio ibleo si è già concluso un dibattito astratto , ozioso, patetico per certi versi, roboante sugli organi di informazione, che ha visto scendere in campo persino segmenti della intellighenzia locale in difesa di un municipalismo raccogliticcio che , in un clima di totale indifferenza sta suscitando solo l’ilarità generale. Un diversivo intellettualistico traboccante di miope campanilismo per pochi addetti ai lavori.
Mi riferisco alla proposta avanzata dal Sindaco di Modica di costituire un Libero Consorzio di Comuni con l’epicentro a Modica, attorno a cui far ruotare ed inglobare altri piccoli e medi comuni. Un consorzietto, schiacciato tra quello ibleo e quello aretuseo, privo di identità territoriale a parte il suo barocco: più che un libero consorzio di comuni appare un ipotetico e possibile collegio elettorale su cui sognare….

Il problema, comunque, non si pone più perché Scicli, Pozzallo, Ispica, Noto, Rosolini, Avola, non vogliono essere “inglobati” e , come nel resto della Sicilia, non hanno fretta a decidere.
In un mese però è stato bruciato tutto. Sotto la cenere c’è Modica, una città isolata, mortificata, imbarazzata, a volte derisa, che ha rotto con Ragusa e con gli altri Comuni dell’ex Provincia e viene snobbata dai siracusani. E così nell’arco di pochi giorni Modica è diventato il Comune capofila di sè stesso, scissionista per i ragusani ed annessionista per una parte dei siracusani.
La Città non merita tanto e non era mai caduta così in basso.
Ma la partita non è chiusa : il consiglio comunale deve ancora riappropriarsi delle proprie competenze, atteso che, sull’argomento, il Sindaco non ha alcun potere decisionale.
E poi: come si fa a pensare di smembrare l’identità territoriale iblea, quella che per oltre un quarantennio è stata considerata l’isola nell’isola, l’altra faccia della Sicilia modulata sul “sistema Ragusa”, con un suo unicum produttivo, paesistico ed artistico?
Ma c’è di più: è credibile separare l’identità barocca di Ragusa Ibla, Modica e Scicli e dei suoi siti UNESCO?
Non è miope revanscismo parlare di Consorzio del Val di Noto e del Barocco tagliando fuori le bellezze barocche della Città di Ragusa?
Ed inoltre : quale ruolo potrebbe esercitare un mini consorzio all’interno del Distretto di Area Vasta del Sud-Est della Sicilia che si è recentemente costituito tra Catania, Siracusa e Ragusa? Perché non scommettere sulla grande attrattiva che l’intero patrimonio barocco e artistico ibleo può giocare nel distretto del Sud-Est?
Come si fa a parlare di sviluppo e di turismo nell’ambito di un mini consorzio che taglierebbe fuori l’autoporto di Vittoria, l’aeroporto di Comiso e persino la Camera di Commercio?
Come si fa ad individuare Pozzallo un Comune da aggiungere e non considerare strategico il ruolo della portualità nel distretto del Sud-Est per lo sviluppo del nostro comprensorio?
Quale credibilità può avere il reclamare l’unicità del tribunale di Ragusa e Modica e contestualmente diventare altezzosi verso il Comune di Ragusa?
Modica può e deve giocare invece un grande ruolo all’interno del futuro Libero Consorzio. Quale Consorzio?
Il LIBERO CONSORZIO DEGLI IBLEI E DEL BAROCCO, ovvero la nostra ex provincia regionale a cui potranno aderire diversi comuni limitrofi (Licodia Eubea, Mazzarrone, Buscemi, Palazzolo Acreide, Noto, penalizzati dalla distanza dai loro ex capoluoghi che ridiventeranno liberi consorzi) e con enormi affinità con l’area iblea.
Pur non essendo del tutto chiari i compiti e le funzioni dei futuri liberi consorzi comunali, oltre alla razionalizzazione dei servizi sul territorio, essi potranno certamente diventare soggetti capaci di programmare le linee guida dello sviluppo e della crescita di comprensori omogenei dove la vastità farà la differenza perché accrescerà il loro potere contrattuale.
Nel Libero Consorzio degli Iblei e del Barocco, il ruolo di Modica diventerebbe strategico per la sua posizione baricentrica e per la varietà e molteplicità delle sue ricchezze naturali, ambientali, artistiche, agricole, gastronomiche e commerciali.
Anziché crogiolarsi sugli scippi subiti, Modica deve pensare al suo futuro non perimetrando un orticello, peraltro contrastato dai confinanti, ma scommettendosi nell’ambito di un territorio più amplio.
Tutto ciò implica una progettualità di ampio respiro ed il superamento del complesso di superiorità che è figlio dell’inanità galoppante. Al Consiglio Comunale, alle forze produttive, politiche, sociali, alla società civile, il compito di individuare un progetto ambizioso per rilanciare il ruolo trainante e strategico di Modica e dell’intero comprensorio.
Il Libero Consorzio non dovrà essere il fine del progetto ma uno degli strumenti da utilizzare. E Modica ha energie, forze, risorse ed intelligenze capaci di poter impiegare gli strumenti giusti, Consorzio compreso.
Bisogna però andare oltre!
Poiché il contesto economico e produttivo del nostro territorio rischia di modificarsi per i colpi inferti dalla inarrestabile crisi, l’istituzione dei liberi consorzi può diventare l’occasione utile per ripensare e ridisegnare le nostre future prospettive a partire dal nostro ruolo all’interno dell’Area Vasta.
Ecco perché la Cgil vuole aprire un dibattito vero innanzitutto con tutte le istituzioni, con l’associazionismo, tra tutti i Comuni dell’ex Provincia per ripristinare compattezza, solidarietà ed unità, per definire un’unica proposta credibile per il consorzio da cui fare squadra per il resto, evitando però mire espansionistiche.
E’ auspicabile, pertanto, un incontro immediato tra tutti i sindaci ed i presidenti dei consigli comunali, le rappresentanze di tutte le forze politiche, sociali e datoriali, l’associazionismo cattolico e laico, per costituire un ampio, forte e coeso blocco territoriale che attorno all’identità iblea possa far nascere un unico e nuovo soggetto capace di restituire a tutta l’ex provincia il prestigio e la funzione che sta rischiando di perdere.

Giovanni Avola

Segretario generale della Cgil