Lo “sbarco dei pregiudicati”: tra i 287 migranti, numerosi con precedenti

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La Polizia Giudiziaria ha eseguito il fermo di Fitouri Jebali, tunisino di 26 anni, accusato di essere lo scafista dell’ultimo sbarco di migranti avvenuto a Pozzallo.
Era stata la Nave Libra della Marina Militare Italiana a soccorrere il natante carico di 288 clandestini, giunti a Pozzallo la mattina del 1 giugno, dove sono sbarcati complessivamente 453 migranti.

Ecco la ricostruzione della Questura:

Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Ragusa ed il Servizio Centrale Operativo Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, collaborati da un’aliquota della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Pozzallo ed un’aliquota della Compagnia Carabinieri di Modica hanno iniziato le indagini sin dai primi istanti dell’approdo della nave militare in banchina, il tutto insieme agli altri sbarchi già giunti poche ore prima e le contestuali indagini che hanno portato all’arresto di un altro tunisino.
A bordo del mercantile i sospetti ricadevano tutti su un giovane tunisino, difatti dopo poche ore di interrogatorio in presenza dell’avvocato, lo scafista ha confessato ed il tutto è stato confermato dai testimoni, sempre fondamentali per questa attività.
I migranti hanno raccontato di violenze durante la permanenza nei centri di reclutamento in Libia per poter partire per il viaggio in Italia alcune delle quali terribili.
Al termine delle indagini durante 24 ore gli investigatori hanno appurato che in questo caso i migranti sono partiti tutti dalle coste libiche e che l’organizzazione composta da cittadini libici e siriani ha incassato centinaia di migliaia di dollari.

Le indagini condotte dagli investigatori durate quasi 20 ore continuative, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reo anche di essersi associato con i libici e siriani al momento ignoti.
Ogni migrante ha pagato in media circa 1.300 dollari (i siriani hanno pagato molto di più rispetto agli altri) per un totale di quasi 400.000 di dollari che sono andati quasi tutti agli organizzatori ed una piccola parte allo scafista.

La Polizia Scientifica ha identificato tutti i soggetti sbarcati e da approfondite indagini sulle impronte digitali è stato possibile appurare che in 10 erano già stati in Italia ed avevano commesso diversi reati, ma 2 di questi erano destinatari di ordini di cattura per la carcerazione.
MELOUEI Younes nato in Marocco il 29.01.1986 destinatario dell’ordine di carcerazione per la cattura emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di La Spezia in quanto ha commesso in Italia (Lombardia, Liguria e regioni limitrofe) i reati di traffico di sostanze stupefacenti e possesso di armi. Dovrà scontare la pena di anni 6 e 4 mesi in quanto la sentenza è già passata in giudicato. Il marocchino che provava a confondersi agli altri migranti nel momento in cui gli sono state messe le manette ha dichiarato: “ero fuggito in Marocco per questo ma non credevo che al rientro mi potevate trovare in mezzo a tutti gli altri”.
RASHEDIN Majed nato in Marocco il 24.03.1991 destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Lucca in quanto facente parte di associazione criminale finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti operante nel territorio di Viareggio.