Furti di rame. Un arresto

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Nel primo pomeriggio di ieri è stato intercettato da una Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza mentre era alla guida di un furgone. Alla vista degli agenti che lo osservavano è apparso impacciato e subito dopo ha cambiato direzione di marcia aumentando la velocità. Ne è scaturito un breve inseguimento sin quando è stato costretto a fermarsi. Il successivo controllo del furgone ha permesso di scoprire che trasportava cavi di rame privati della guaina butilica. La perquisizione estesa anche all’abitazione ha permesso di rinvenire altri cavi di rame, le guaine che prima della spellatura ricoprivano i cavi stessi e gli attrezzi del mestiere, grosse cesoie e mazze in ferro. Complessivamente si tratta di 250 kg di “oro rosso”.

Tutto il materiale è stato sequestrato poiché ritenuto provento di furto.

La provenienza illecita del rame sequestrato è chiaramente dimostrata – a detta degli inquirenti – dal fatto che il cavo, prima della spellatura ed a volte bruciatura, è ancora utilizzabile, quindi non rottame o rifiuto ed in secondo luogo perché le aziende del settore utilizzano altri canali di smaltimento. Il romeno è stato arrestato perché ritenuto responsabile del reato di ricettazione e, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, condotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari. Peraltro, il romeno si trovava già sottoposto ad una misura cautelare, l’obbligo di dimora nel comune di Vittoria, perché alcuni mesi fa era stato arrestato dalla Polizia per un furto consumato presso la ex base Nato di Comiso.

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