‘Nzuliddu e Aprile a Los Angeles: premiati all’International Photography Awards

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Il progetto fotografico ‘Nzuliddu di Simone Aprile vince il primo premio nella categoria “Professional, Tradions e Cultures” dell’International Photography Awards, che ad oggi è uno dei più ambiti e competitivi concorsi fotografici in tutto il mondo.

‘Nzuliddu (che Ragusah24.it aveva presentato in anteprima lo scorso febbraio) era già stato presentato da Simone Aprile a Modica, con una mostra allestita a Palazzo Grimaldi e largamente recensita dalla critica nazionale.

foto 'nzuliddu Il progetto è un viaggio attraverso un anno di vita in compagnia di ‘Nzuliddu e Concettina, due anziani modicani, nella loro masseria: un tempo segnato dal ritmo delle quattro stagioni, dall’alba e dal tramonto, dai gesti della fatica e di quelli del riposo dal lavoro nei campi e dai riti della casa.
Si tratta, insomma, di un progetto concentrato sull’uomo e le sue radici, volto a cogliere l’essenza della cultura contadina, fermarla e proteggerla, raccontandola per immagini.

Così ‘Nzuliddu è finito a Los Angeles, grazie ai bellissimi scatti di Simone Aprile, fotografo professionista che è nato a Siracusa e cresciuto a Milano, ma che da diversi anni ormai vive e lavora a Modica: “‘Nzuliddu“, spiega: “è la memoria di un’umanità scomparsa ed è un regalo alle nuove generazioni, a quella eredità presente nel loro carattere alla quale possono attingere nel bisogno. ‘Nzuliddu è anche un omaggio a Modica, alla sua cultura, all’amore per la semplicità dei gesti quotidiani, alle sue tradizioni, al rifiuto del superfluo. È semplicemente la voce della terra, il dialogo con la natura e il silenzio contemplativo, dove l’uomo torna ad ascoltare la propria anima riconquistando amore e fiducia. E si ristora, riappropriandosi dell’essenza di sé stesso”.

Simone Aprile si è diplomato a Milano, all’istituto Riccardo Bauer, ma si è formato professionalmente soprattutto grazie all’incontro con Sandro Sciacca. Ha lavorato con molte prestigiose riviste, come Vogue, CG e AD, ma presto ha scelto di lavorare al Sud, con un processo di “immigrazione” al contrario determinato dal suo amore per l’Isola e dalla prospettiva di coniugarlo con la passione per la fotografia. Nelle sue immagini protagonista è la luce, analizzata in tutte le sue sfumature: nulla è lasciato al caso, la sua ricerca è minuziosa, meticolosa fino al puntiglio, scevra di superficialità.
Tutte caratteristiche che si possono ben riscontrare nel progetto ‘Nzuliddu, che aveva già ricevuto una menzione d’onore al Memorial Mario Giacomelli.