Il Cnos salesiano di Ragusa a rischio: “I creditori chiedono soldi che la Regione ci deve”

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“Si sta cercando di distruggere volutamente una realtà positiva. Perchè c’è una forma pulita per far morire le cose belle”. Durissimo Gianni Iacono, segretario del Cnos, il Centro di formazione professionale che, dopo 50 anni di servizio per i giovani di tutta la provincia di Ragusa, insieme ai centri salesiani di Gela, Catania e Palermo rischia seriamente di chiudere.

Nei locali dell’Istituto salesiani di corso Italia, a Ragusa, alla presenza dei rappresentanti di alcuni comuni della provincia (tra questi il sindaco Piccitto e l’assessore Piero Gurrieri di Vittoria), è stata presentata la drammatica situazione in cui versa il Centro per via dei mancati trasferimenti da parte della Regione.

“È’ di circa 18 milioni di euro”è stato spiegato “il credito vantato dai Salesiani nei confronti della Regione Sicilia che di fatto penalizza fortemente l’attività formativa in favore dei circa 180 minori in obbligo scolastico provenienti da tutti i comuni della provincia di Ragusa. Il credito si è accumulato anche a causa di anni scolastici passati già conclusi, ma che non hanno ancora ricevuto il finanziamento regolarmente deliberato dagli organi regionali. Il personale docente e non docente vanta ormai 27 mesi di stipendi pregressi. I fornitori, giustamente, chiedono insistentemente, quasi giornalmente, di essere pagati dai Salesiani per il costosissimo materiale fornito per le esercitazioni di laboratorio dei ragazzi. Le banche martellano costantemente il Centro salesiano unitamente ai dipendenti: rischia di scomparire, tra l’altro, anche un valido e consolidato mezzo di contrasto all’evasione scolastica oltre a una significativa struttura formativa nel campo dell’industria e dell’artigianato nonchè dei servizi”.

Don Salvatore Frasca, presidente del Cnos, ha detto chiaramente: “In questi giorni, in questi mesi si gioca il futuro del Centro di formazione professionale”.

Mercoledì 15 ottobre, una rappresentanza di studenti, formatori e genitori sarà a Palermo, a protestare dinanzi la sede della Presidenza della Regione. “Crocetta, il governo regionale, non possono calpestare il diritto e il desiderio di tanti ragazzi di ottenere una qualifica per poi poter lavorare. Una società priva di educazione e di formazione è destinata alla distruzione”.

E ha aggiunto: “Lottiamo per non morire”. La situazione, come detto, è drammatica: primi anni ancora non autorizzati, ragazzi che devono iniziare il terzo anno per il conseguimento della qualifica e che non sanno nemmeno se e quando i corsi ripartiranno. Una situazione di caos perchè, come chiarito anche dal sindaco Piccitto, a “c’è un governo regionale chiuso in se stesso. Non dà risposte nemmeno agli enti locali. È una situazione incredibile.
Per quanto riguarda la Formazione professionale si è fatto di tutta l’erba un fascio, penalizzando anche chi ha lavorato bene come i Salesiani. E per questo motivo confermo il mio massimo impegno che dev’essere quello di tutti, senza distinzione di colore politico”.

In Sicilia sono 2.300 gli allievi minori in obbligo scolastico che frequentano i corsi, 300 i dipendenti che rischiano il posto di lavoro.