Il “baraccone della tv del dolore” che uccide Loris altre mille volte

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Riportiamo integralmente, sottoscrivendola, una nota dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia a proposito dell’omicidio del piccolo Loris Stival:

L’Ordine dei giornalisti di Sicilia invita tutti i colleghi che stanno trattando la tragica vicenda che ha purtroppo visto come vittima, a Santa Croce Camerina, il piccolo Loris, a rispettare in maniera rigorosa le norme deontologiche, in particolare quelle poste a tutela dei minori indirettamente coinvolti in questa bruttissima storia.
Pur dando atto della notevole professionalità mostrata, in generale, dai tanti giornalisti chiamati a seguire questa delicatissima vicenda, l’Ordine rileva che su alcuni siti internet, agenzie di stampa, emittenti televisive e quotidiani nazionali è stato diffuso, in maniera semplicemente irresponsabile, il nome di battesimo del fratellino di Loris, un bimbo di appena 4 anni, tutelato dalla Carta di Treviso e da tutti i documenti deontologici posti a garanzia dei “soggetti deboli”.
Nell’avvisare che gli articoli e i servizi in questione saranno trasmessi immediatamente ai Consigli di disciplina territorialmente competenti, l’Ordine di Sicilia ricorda che l’enorme interesse dell’opinione pubblica e l’indubbia rilevanza del caso non sono affatto giustificazioni della violazione di norme deontologiche fondamentali quanto elementari. Invita per questo i colleghi al massimo rispetto delle regole della professione, evitando anche “assedi” al paesino del Ragusano ed altri eccessi purtroppo già visti in casi simili, avvenuti in varie zone d’Italia.
Il Consiglio invita anche l’Ordine nazionale ad attivarsi nei confronti delle numerose trasmissioni televisive che si stanno occupando del caso su una serie di emittenti, per evitare che venga rimesso su il baraccone della tv del dolore, delle minuziose ricostruzioni in studio, dei particolari truci, dei tuttologi pronti a vivisezionare fatti di cui conoscono poco o nulla, di interviste e accesi dibattiti sul niente, che hanno il solo effetto di uccidere altre mille volte il piccolo Loris e, di conseguenza, di ferire a morte la nostra professione, già in crisi per mille altri motivi.