L’interrogatorio, gli insulti, il carcere a Catania. Ma la mamma di Loris non confessa

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Quando alle 17.37 esce l’auto che deve condurla al carcere di Piazza Lanza, a Catania, un gruppetto di persone si sono accalcate dinanzi l’ingresso secondario della Questura, dove c’è il parcheggio, per urlarle: “Vergogna” e altri pesanti invettive.

Veronica Panarello, la mamma del piccolo Andrea Loris che lei stessa, secondo l’accusa, avrebbe ucciso, è uscita accompagnata da polizia e carabinieri.
Si chiude con queste pesanti immagini la giornata iniziata sempre in mattinata, dinanzi la Questura.

La donna era lì dalle due del mattino, da quando era uscita – con un decreto di fermo – dalla Procura della Repubblica. È rimasta nella cella di sicurezza, guardata a vista da un’agente di polizia. Una notte di certo non facile, perché la prima fuori da casa sua,con un’accusa pesantissima.

Pochi minuti dopo le 10.30 il legale della donna, Francesco Villardita, è arrivato a piedi in Questura. Ha rilasciato una breve dichiarazione ai cronisti, spiegando di aver sentito la donna, ma non il marito.

Lui, Davide, si è chiuso nel suo dolore. La morte del figlio, le pesantissime accuse contro la moglie. Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, la zia Antonella Stival, avrebbe detto commentando gli ultimi eventi: “Non ci credo che Veronica abbia ucciso Loris, proprio non ci credo”.
Più netto, invece, sarebbe stato il giudizio di Pina Stival, nonna di Loris. “Chiunque sia stato non lo perdono, anche se è stata lei…”, riporta l’Ansa.