Per il Gip, Veronica potrebbe colpire ancora. L’avvocato: “Parlerò con lei”

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A poche ore di distanza dalla decisione del Gip, Claudio Maggioni, che ha confermato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere per Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio Loris, l’avvocato Francesco Villardita è tornato a Catania, al carcere di piazza Lanza.

Questa mattina, intorno alle 11.00, prima di varcare il portone d’ingresso del penitenziario, ha rilasciato qualche dichiarazione ai cronisti. Ha spiegato che entro dieci giorni verrà deciso se impugnare o meno il provvedimento. “Se è stata la signora, ovviamente le parole durissime del gip sono corrette” ha detto il legale.

“Se ci sono prove schiaccianti” ha detto Villardita: “io penso che una madre non può compiere, se è compos sui (padrona di sé, ndr), cioè sana di mente, un crimine così efferato”.
Prima di entrare ha anche spiegato di volere avere un lungo colloquio con la donna prima di decidere se impugnare o meno il provvedimento del Gip. Un provvedimento contenuto in 120 pagine.

Un’ordinanza “motivata per relationem, nel senso che”, ha chiarito il legale: “tutto il provvedimento di fermo e la richiesta del pubblico ministero sono inserite all’interno dell’ordinanza. Una forma di copia e incolla con il finale della valutazione da parte del giudice”.

Nell’ordinanza, il Gip annota che dai comportamenti di Veronica Panarello si desume che ha “un’indole violenta” ed è “incapace di controllare gli impulsi omicidi”. Secondo il giudice, oltre al pericolo di fuga c’è anche quello che possa “commettere gravi delitti della stessa specie per cui si procede”.

Tra l’altro, annota il gip, la donna ha “senz’altro mentito sulle fondamentali circostanze di avere accompagnato il figlio Loris a scuola“.
Una notizia arriva dalla procura. “Al fine di scongiurare un’empatizzazione tragica di una vicenda già di per sé molto dolorosa, è utile precisare” si legge in una nota: “che l’esito degli esami istologici effettuati sul corpo ha escluso qualsivoglia traccia anche labile, recente o risalente, di abuso sessuale nei confronti di Loris Stival”.

Infine, sempre dalla Procura, trapela che la salma del bambino non verrà restituita ai familiari prima dell’inizio della prossima settimana, in quanto sono ancora in corso gli ultimi esami medico legali.

Ecco il comunicato a firma del Procuratore Carmelo Petralia e del sostituto Marco Rota
(clicca per ingrandire e leggere):

comunicato_procura