Marta Scalone, una ragusana a Roma per il galà di danza classica “Le stelle di domani”

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Ci sarà anche la ragusana Marta Scalone, insieme ad altri 15 allievi di età compresa fra gli 11 e i 14 anni selezionati fra oltre 200 in tutta Italia, il 9 maggio al Teatro “Al Massimo” di Roma, in occasione del Gran Galà di danza classica “Le Stelle di Domani”, inserito all’interno del Roma Dance Show, una kermesse di tre giorni dedicata alla danza e al food in tema con l’EXPO.

Marta presenterà ben due coreografie, una tratta dal repertorio classico, la variazione di Aurora dal terzo atto de “La Bella Addormentata“, e “Vivo di Speranza“, coreografia di danza contemporanea della maestra, Saveria Tumino che ha così commentato l’importante risultato della sua allieva:

Siamo felicissimi perché è la riprova del talento di Marta, che, ad appena 11 anni, vanta già un curriculum ricco di esperienze e soddisfazioni. Siamo ancora più contenti perchè questo galà ha la prerogativa di far esibire quegli allievi che potranno rappresentare il futuro della danza classica nazionale, nella speranza di una carriera brillante spesa nei migliori teatri di tutto il mondo. Inoltre Marta è una delle poche allieve che si esibirà presentando ben due coreografie, mettendo in evidenza il lavoro sia nella tecnica classica che nella tecnica contemporanea

Belle parole di apprezzamento e stima ha avuto per lei anche Andrea Pannuzzo, presidente di Progetto Danza Ragusa:

E’ l’ennesima conferma che la danza e il sistema didattico dell’associazione da me presieduta non hanno nulla da invidiare alle migliori realtà private nazionali. Questo risultato ci dà la convinzione che anche nella provincia più a sud d’Italia possiamo avere la possibilità di esprimere le nostre idee ed avere un peso decisionale maggiore in ambito nazionale. Un invito a far fronte comune con le eccellenze culturali del nostro territorio affinché si riescano a trovare soluzioni comuni ai comuni problemi, date le peculiarità territoriali nelle quale operiamo, quale mancanza di infrastrutture (teatri pubblici) e di servizi o agevolazioni per le imprese culturali (mancanza di programmazione o sostegni alle imprese culturali locali).