Digiacomo e l’aeroporto di Comiso: “Senza programmazione non ha futuro”

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L’aeroporto di Comiso ha delle potenzialità immense, ma si è fermato. Non sta crescendo più. Ed è normale, dato che, alle spalle, non ha una cosa essenziale: quella programmazione pluriennale in grado di dare certezze agli investitori, siano esse compagnie aeree o imprenditori che vogliono realizzare in provincia di Ragusa le loro strutture.

La denuncia (con tanto di attacco all’Intersac) parte dall’On. Giuseppe Digiacomo che questa mattina, in conferenza stampa, a Comiso, ha snocciolato dati e numeri: “In due anni abbiamo portato circa 7 milioni al Pio La Torre. Sapevamo che la fase di start up sarebbe stata costosa e, ognuno in base alle proprie competenze, ci siamo impegnati al massimo. Ma quanti soldi ancora ci vogliono per far crescere questo aeroporto? La società di gestione – ha incalzato Di Giacomo – é come se ci ricattasse. O portiamo i soldi, o si chiude bottega. E alle nostre richieste sa rispondere solo: “Si, però…”.

Ci sono voluti quasi 8 mesi per avere il bando delle sei rotte finanziate coi fondi Ex Insicem – ha proseguito il deputato regionale del PDil parcheggio a pagamento non è stato realizzato, siamo schiavi di una pessima convenzione con l’ENAV (in merito alla quale spero di poter dare qualche buona notizia in estate) per quanto riguarda i controllori di volo mentre Catania (da cui mi sarei aspettato, in un’ottica di collaborazione, che ci cedesse almeno un milione di passeggeri) quasi sentendosi minacciata, non solo si è aperta al low cost, ma si è anche attrezzata, a suon di quattrini, per far atterrare i giganti dell’aria che Comiso, in virtù della sua pista, ha dimostrato di poter accogliere da subito e senza problemi. Si vive alla giornata, con una classe politica che cerca soldi e una società di gestione che ripiana debiti”.

Di Giacomo ha affermato che non è sua intenzione veder indebolire il socio privato, ma gli chiede chiarezza e investimenti. “Se, per qualche motivo, il privato non è in grado di gestire il Pio La Torre lo dica pubblicamente e si faccia da parte, mettendo le proprie quote sul mercato, affinché qualcuno più agguerrito possa prendersele e rilanciare Comiso come si deve e come merita. Se questo dovesse accadere – ha concluso Digiacomo – lo scalo arriverà in un attimo ai 2 milioni di passeggeri”.

Nel corso dell’incontro con la stampa il parlamentare regionale ha parlato anche della recente approvazione della Finanziaria a Palermo e ha fatto chiarezza sull’allarme relativo al mancato investimento nel CUI (Consorzio Universitario Ibleo). “I soldi ci sono – ha assicurato – semmai non è stato garantito il contributo supplementare. Ma il motivo è semplice, nella sua assurdità: proprio perché abbiamo avuto i fondi destinati a Corfilac, Legge su Ibla, emergenza brucellosi e 118, la nostra provincia è stata ritenuta troppo privilegiata e finanziata”.

Immediata, com’era prevedibile, è stata la replica di Intersac che, attraverso il suo presidente, Salvatore Bonura, afferma:

Desidero ringraziare l’Assemblea regionale siciliana e, naturalmente, l’on. Digiacomo per l’attenzione dimostrata nei confronti dell’aeroporto di Comiso. Avere dato questo segnale in un momento di difficoltà finanziaria della Regione è un fatto di straordinaria importanza. Mi auguro che tale sensibilità si trasformi in un impegno corale delle istituzioni regionali e di tutte le forze politiche per ottenere un provvedimento nazionale che consenta di inserire l’aeroporto casmeneo nel novero di quelli, ai sensi di legge e di programma, assistiti da Enav. Ciò consentirebbe alla società di gestione di liberarsi di un fardello che potrebbe anche finire col condizionare lo sviluppo dello scalo. Obiettivo, questo, che credo stia a cuore a quanti hanno creduto e credono nel futuro del “Pio La Torre”.

In ordine all’obbligo che avrebbe Intersac di “conguagliare euro 2.700.000 come 65% delle spese dei controllori di volo già anticipata dal Comune di Comiso”, non riesco a ben capire a che cosa l’on. Digiacomo si riferisca. Pure avendo letto con attenzione statuto, patti parasociali e, soprattutto, la convenzione sottoscritta fra Enav, Comune di Comiso e Soaco, non ho riscontrato nessun riferimento a Intersac. Sarei grato all’on. Digiacomo se mi indicasse in quale piega dei documenti è previsto un tale obbligo.