Rivelato cambio di sesso, il Comune di Comiso condannato a pagare 80.000 euro

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Il Comune di Comiso condannato a pagare un risarcimento di 75mila euro a favore di una donna, per mancata difesa del diritto alla riservatezza di dati sensibili.

La Cassazione – con la sentenza 9785 – ha confermato la condanna al risarcimento a carico del Comune di Comiso che senza oscurare i dati della rettifica di sesso aveva mandato tutto il faldone relativo a una donna che si era trasferita in un altro comune siciliano rendendo in tal modo noto il fatto che il suo sesso originario era quello maschile.
Con questo comportamento il comune ragusano – rileva la Cassazione – «aveva determinato una indebita diffusione di dati supersensibili dei quali, nel Comune ricevente, erano venuti a conoscenza terzi che avevano variamente attentato alla riservatezza» della donna la quale ha fatto presente di «aver subito gravi pregiudizi alla salute psichica, alla vita coniugale e alle relazioni in ambiente lavorativo».

Il Tribunale di Ragusa, il 7 febbraio del 2011, aveva condannato il Comune di Comiso al risarcimento dei danni quantificandoli in 75mila euro. Contro il verdetto, l’amministrazione comunale ha fatto ricorso, senza successo, alla Suprema Corte. L’amministrazione comunale, soccombente in Cassazione, è stata condannata anche a pagare 7.200 euro di spese processuali.