Aron, storia di una neonata eritrea guarita dai medici siciliani

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Si è conclusa nel migliore dei modi la storia della neonata eritrea sbarcata a Pozzallo i primi di maggio e salvata dalla collaborazione tra i medici di Taormina e Ragusa.

La piccola Aron si era imbarcata da un porto della Libia insieme a mamma Fanus, 24 anni, ed era sbarcata a Pozzallo, insieme ad altre centinaia di migranti, al termine dell’ennesimo viaggio della speranza, costato circa duemila dollari. I medici che l’avevano visitata si erano subito resi conto che la piccola aveva un serio problema di salute al cuore legato alla chiusura del dotto arterioso di Botallo, tipico dei neonati prematuri.

Quando è stata ricoverata, a Ragusa, le sue condizioni erano critiche, era disidratata, con colorito itterico, problemi di affaticamento dopo l’allattamento e una ferita all’altezza dell’ombelico dovuta ad un parto difficile. I medici iblei l’hanno, quindi, stabilizzata, sottoposta ad esami e ad un intervento medico urgente.

Nonostante tutto, però, nei giorni successivi il problema non si è risolto ed era stato disposto il trasferimento in un istituto specializzato, il Centro Cardiologico Pediatrico Mediterraneo-Bambino Gesù di Taormina, centro di riferimento della Sicilia, dove la neonata è stata nuovamente operata.

Adesso Aron ha compiuto un mese di vita e sta bene. A breve, verrà nuovamente trasferita a Ragusa per il completamento delle cure.