Fibra ottica, Sicilia terza in Italia. Dalla sicurezza alla domotica: ecco come ci aiuta la tecnologia

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La Sicilia, con i suoi 3 mila chilometri di fibra ottica già esistenti, è la terza regione d’Italia dopo Lombardia ed Emilia Romagna per estensione. E il futuro del settore è ancora tutto in via di sviluppo. “La Regione sarà tra le prime su territorio nazionale ad avere finanziamenti da parte del Governo che concederà fondi a circa 75 comuni dell’isola per l’implementazione del settore”. È il quadro evidenziato da Luciano Bertinetti, amministratore della Gfo Europe, partner del Gruppo Tes, nell’ambito di Hub delle Tecnologie Sicilia 2015, organizzato a Portopalo di Capo Passero (Sr) da S News, testata cartacea e on line (www.snewsonline.it) specializzata nel settore security and safety, e da Aias (Associazione professionale italiana Ambiente e Sicurezza).

L’Isola sembra, quindi, pronta alle innovazioni tecnologiche che possono essere messe al servizio della sicurezza. “Non a caso abbiamo scelto la punta più a sud del Paese per parlare di security – sottolinea Monica Bertolo, direttore di S News – Un argomento che rimane fortemente legato a più aspetti: la tecnologia in primis, ma anche una conoscenza consapevole da parte dei cittadini, normative adeguate e giusto intervento delle istituzioni”. Il coordinatore Aias Sicilia, Sebastiano Trapani, aggiunge un quarto elemento: “La qualificazione professionale”.

L’Hub delle Tecnologie Sicilia fornisce, dunque, anche gli strumenti innovativi per difendersi nelle varie situazioni. Se volete scoraggiare un criminale che vuol entrare in casa vostra ecco che arriva il nebbiogeno. “E’collegato a un tradizionale sistema di allarme – sottolinea Marcello Gugliotta, responsabile per la Sicilia di Aura Sicurezza – Non appena il ladro entra in casa viene colpito da una nebbia fittissima che si dirada dopo un’ora senza dargli la possibilità di vedere nulla”. Ma c’è anche la possibilità di mettere in sicurezza casa propria grazie a un gestore situazionale, ossia un software in grado di analizzare e gestire, tramite algoritmi sofisticati, situazioni di emergenza. “Il software – spiega Davide Barba, Ricerca e sviluppo manager di Cogen – può essere di supporto agli operatori di sicurezza”.

E se si vuole monitorare casa propria anche quando si è fuori, nessun problema, “esiste un’app azionabile tramite smartphone o tablet che permette, grazie alla piattaforma di D-Link – come spiega Lorenzo Reali, Business account dell’azienda – e attraverso prese elettriche o sensori piroelettrici, di capire cosa succede nella propria abitazione”.

Ci sono dei casi in cui l’hi-tech permette di dare un contributo reale al contrasto della criminalità. È il caso delle telecamere ad alta definizione Blogotel installate alla Stazione Termini di Roma. “Ci sono state chieste dopo l’attentato a Parigi alla redazione di Charlie Hebdo – racconta Giuseppe Viceconte, direttore tecnico e amministratore Ivitel – Da quando sono state impiantate, vengono arrestate da 50 a 90 persone al giorno”.

Soluzioni possibili anche per la sicurezza aziendale. In soccorso degli imprenditori ancora una volta arriva la domotica che consente non soltanto di monitorare la propria struttura ma anche i consumi energetici. Se si parla di tecnologia, però, bisogna stare attenti a un aspetto fondamentale. Mauro Maurizi, sales manager di Novatec, spiega: “Il problema principale oggi è spesso l’incomprensibilità tra domanda e offerta. Non sempre il linguaggio tecnologico è facilmente comprensibile. Quindi bisognerebbe cercare di colmare questo gap. È un invito rivolto al mercato, agli operatori di settore e alle istituzioni. Quello che si propone deve cioè poter essere fruibile alle varie fasce della popolazione con differente background”.

E, se si vuole, l’innovazione si mette al servizio del business. Grazie alle telecamere di sorveglianza analogiche, come spiega il Demo manager di Tecnoboard, Angelo Nuzzi, si possono analizzare i flussi di persone in entrata e in uscita da un negozio, ed esaminare le zone con più traffico dando la possibilità ai retailer della grande distribuzione di decidere dove piazzare determinati prodotti all’interno di un punto vendita.

Quando si parla di sicurezza, però, ci si riferisce anche a quella alimentare. “I consumatori per primi devono chiederla e pretenderla stando più attenti a quello che comprano e mangiano” chiosa Eugenio Casucci, presidente vicario APC Agricoltura e agro alimentare Aias. Come deve comportarsi, invece, un’azienda che propone un prodotto? La soluzione viene esposta da Giuseppe Galizia, amministratore di Sicily Taste: “Bisogna rispettare la filiera, selezionare i produttori e valorizzare anche la tradizione e le lavorazioni antiche”.