Adozioni anche a coppie conviventi (lui e lei) e procedure più veloci, la proposta di Minardo

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A spiegare il senso della proposte di legge è lo stesso parlamentare ibleo. Ecco il testo della nota inviata alla stampa.

“Una proposta di legge che reca norme di semplificazione delle procedure per le adozioni nazionali e che introduce la possibilità di adottare un bambino per le coppie, un uomo e una donna, conviventi da almeno cinque anni. E’ questo il senso della proposta di legge da me presentata di modifica alla legge del 4 maggio 1983 n. 184 che reca disposizione sul “Diritto del minore ad una famiglia”

La legislazione italiana sulle adozioni presenta diversi problemi relativi soprattutto alle lunghezze procedurali con cui si effettua l’adozione. Compito del legislatore è pertanto quello di semplificare le procedure per l’adozione in modo da garantire ai genitori adottivi la possibilità di avere tempi certi per l’espletamento delle stesse. In particolare il mio progetto di legge interviene sulla riduzione dei tempi delle procedure di adozione rendendoli più ragionevoli. Ma non solo. E’ aggiunto anche un comma che consente, a chi , uomo e donna, conviva in modo stabile da almeno cinque anni, senza che vi sia stata la celebrazione del matrimonio, di poter adottare un minore. La convivenza tra uomo e donna equiparata al matrimonio è infatti un principio ormai riconosciuto dalla giurisprudenza e che sarà presto inserita nell’ordinamento italiano con l’approvazione del progetto di legge in discussione attualmente alla Commissione giustizia della Camera dei deputati che disciplina anche le convivenze tra uomo e donna. Una notevole opportunità quindi anche per quelle coppie, come detto conviventi, che presentano tutti i requisiti per adottare un bambino.

Oggi il procedimento di adozione si divide in più fasi. In primo luogo c’è l’accertamento dello stato di abbandono che si conclude con la dichiarazione di adottabilità, segue la scelta dei coniugi idonei all’ affidamento preadottivo ed infine c’è la verifica del periodo di affidamento che si conclude con lo stato di adottabilità o meno del minore. Una procedura attenta, quindi, all’ interesse superiore del minore, ma che difetta della complessità delle procedure e soprattutto di tempi molto lunghi che necessitano, come fa questa proposta di legge, di essere ridotti”.