Storia di una Capinera approda a Comiso, ed è ‘Buio in Sala’

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Venerdì 13 maggio al teatro Naselli di Comiso va in scena Verga con la sua celeberrima “storia di una capinera”. L’opera è stata adattata dalla compagnia teatrale catanese Buio in Sala, con la regia di Giuseppe Bisicchia e Massimo Giustolisi. Bisicchia è attore professionista diplomato alla Scuola del Teatro Stabile di Catania, ha recitato in numerosi spettacoli con attori come: Massimo Foschi, Andrea Giordana, Luciano Virgilio, Caterina Vertova e con registi come Lamberto Puggelli, Walter Manfrè, Giuseppe Dipasquale. Massimo Giustolisi, anch’egli diplomato allo stabile etneo, ha maturato esperienze teatrali accanto ad attori come Leo Gullotta, Galatea Ranzi, Giulio Brogi, Alessandro Haber e con registi come Irene Papas, Armando Pugliese, Lamberto Puggelli.

La trama dell’opera del Verga, comincia da Maria che racconta in lettere ad un’amica lontana, la propria vicenda: “la storia di un’infelice fanciulla, cui le mura del chiostro avevano imprigionato il corpo, e l’amore aveva torturato lo spirito”. Il destino della giovane rassomiglia alla “povera capinera che guardava il cielo attraverso le gretole della sua prigione”. Su questo paragone si costruisce “la storia di un cuore tenero e timido… una di quelle intime storie che passano inosservate”. La Capinera, invece, non passerà inosservata, commuoverà il pubblico e decreterà il successo di Giovanni Verga. La tragica vicenda di Maria incarna perfettamente il mito romantico della donna che per amore si consuma e muore. Una variante dell’eroina romantica, il cui modello era stato disegnato qualche decennio prima da Dumas figlio nella “Signora delle Camelie” e successivamente musicato da Verdi nella “Traviata”. Tutti elementi che delineano la vicenda in maniera squisitamente teatrale e rendono molto efficace l’adattamento per scene tanto che lo stesso Verga, negli ultimi anni della sua carriera, aveva avuto il proposito di realizzare una riduzione teatrale del romanzo.