Don Corrado battezza il piccolo Angelo. “È il segno che racconta la speranza”

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DSC07347Un ponte da Modica a Damasco. Così ha parlato don Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, nell’omelia di questa sera nella “sua” chiesa di San Pietro dove si è celebrato il battesimo del piccolo Angelo.

Il bambino, che oggi ha poco più di un anno, è figlio di Aboud e Soha. Un dono del cielo, una grazia inaspettata, come la definiscono i due giovani siriani che il 21 giugno del 2014 hanno perso per un colpo di mortaio i loro due figli, Anton e Maichel, di 10 e 3 anni mentre aspettavano i genitori sul balcone di casa, vicino a Damasco. Anche Soha sarebbe morta con il figlio che ancora non sapeva di avere in grembo, se il bambino più grande, Anton, non avesse insistito perché la mamma andasse a farsi acconciare i capelli nel negozio del padre, per andare ad una festa di matrimonio a cui erano invitati.

Sul quel balcone, mentre giocavano, forse leggendo il Vangelo, sono morti i due fratellini. Una storia che ha commosso tutti e che Lina Morcos, volontaria di origini giordane che vive in Siria dove presta aiuto per il Movimento dei Focolari, ha raccontato a don Corrado che aveva conosciuto in Italia quando studiava a Catania e con cui era sempre rimasta in contatto.

DSC07355Don Corrado aveva scritto ai due coniugi una lettera, poi tradotta in arabo, che per molto tempo è stata anche affissa nella bacheca della chiesa di San Pietro: “Carissimi genitori, ho ricevuto la lettera di Lina con la notizia della tragica morte dei due fratellini vostri figli che aspettando sul balcone la mamma sono stati colpiti da una bomba. Non ci sono parole. Tutto questo è orrendo e assurdo. Il cuore degli uomini quando si indurisce é capace di questo. E invece di pensare a fare il bene riesce addirittura a far sgorgare fiumi di sofferenza e morte innocente. Noi vogliamo solo dirvi che vi siamo vicini, che stiamo soffrendo con voi, (…) Oggi durante la messa pregheremo per voi e per i vostri bambini. Attraverso Lina vi faccio arrivare il nostro abbraccio fraterno. Vi salutano tutti i fratelli della comunità parrocchiale S. Pietro Apostolo in Modica – Italia”.

Una lettera che sancisce l’inizio di un rapporto che vede don Corrado a febbraio del 2015 andare in Siria a trovare la coppia nella loro casa a Damasco, nonostante i cruenti bombardamenti che imperversavano sulla città in quei giorni.

8aac51ee0ffc468e27b95739c142daadSoha porta in grembo Angelo che aspetta come il più grande dei doni possibili: “Assomiglia a tutti e due i suoi fratelli – racconta la giovane mamma -. Così come il suo nome , anche il suo viso racchiude i lineamenti di entrambi. A me piace pensare che le loro anime vivano nella sua”.

Oggi Angelo ha ricevuto il sacramento del battesimo per mano di don Corrado, così come il sacerdote aveva promesso alla coppia durante il suo viaggio in Siria. Una grande folla di fedeli, oltre a molte autorità, attorno a loro per pregare per la speranza che questo bambino porta con se.

Un unico grande cuore solidale racchiuso nella comunità modicana di San Pietro che è sempre in contatto con i giovani della Siria della comunità dei Focolari. Un legame indissolubile nonostante la lingua e la distanza.

Oggi per noi il piccolo Angelo è il segno che racconta la speranza – ha detto don Corrado nell’omelia -. La vita che va oltre la morte. Non si può uccidere innocenti usurpando il nome di Dio per giustificare la violenza. Ma da questo fatto è nata la vita di Angelo. Lui è la speranza”.

E ancora racconta il sacerdote: “Questa è una storia che nasce dagli incontri umani. Dal mio incontro con Lina del Movimento dei Focolari e poi con Aboud e Soha durante la visita a Damasco ed è stato proprio in quegli otto giorni, sotto colpi di mortaio della Siria, che mi ha colpito come loro erano per me testimoni di una fede provata ma audace”.

DSC07341Padrino del piccolo è Angelo Gintoli, ispettore di Polizia molto attivo nella comunità di san Pietro, così come la moglie Mariagrazia Assenza. La coppia apre spesso le porte della loro casa a chi ne ha bisogno con grande solidarietà e umanità.

Madrina del bambino è invece Lina Morcos, una donna solare e di gran cuore che li ha accompagnati in Italia. “Quando sono partita per la Siria don Corrado mi disse: ricordati sempre che sei là a nome di tutta la Chiesa, e ho cercato di portare avanti questo impegno”.

La coppia che è ospitata proprio da Angelo Gintoli e da sua moglie Mariagrazia a Modica, resterà qui in Italia fino a fine mese.

“Ci ha accolto una grande ospitalità – afferma Aboud –. Ogni giorno ci invitano a pranzo e cena persone diverse. C’è un grande affetto verso di noi”.

“E’ questa forza racchiusa nelle preghiere della gente che ci ha dato il coraggio per continuare la nostra vita, insieme alla gioia di avere il nostro Angelo”.