L’ascensore dello ‘scandalo’. Ecco perchè ci son voluti dieci anni per farlo partire

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Si inaugurerà martedì prossimo (era previsto per oggi, ma la cerimonia è stata annullata in segno di rispetto per il suicidio che si è registrato al Ponte Nuovo)  l’ascensore che collega via Roma a via Natalelli. Sarà gratuito ed in funzione dalle 7 alle 21. L’attivazione dell’infrastruttura, da 10 anni inutilizzata, era tra i punti del programma elettorale dei Cinque stelle.

Il progetto, nato con la sindacatura Solarino, era stato presentato nel luglio 2006 dall’architetto Paolo Rizza come un intervento di abbattimento delle barriere architettoniche.

L’opera rimase tuttavia inattiva, tanto che a maggio del 2011 l’allora sindaco Dipasquale, riferendosi al mancato funzionamento dell’ascensore, spiegava: “La storia parte da lontano allorché con superficialità l’Amministrazione precedente alla mia pensò che un ascensore-strumento di mobilità urbana fosse tale quale il montacarichi di un piccolo condominio. Le cose non stavano così ed infatti io mi sono dovuto fare carico di curare le pratiche necessarie per l’autorizzazione regionale, rese laboriosissime dalla necessità di agire in sanatoria. La procedura finalmente è ora nelle fasi finali e, allorché tutto sarà in regola, l’impianto sarà attivato”.

Non si sa bene cosa dirà a sua volta il sindaco Piccitto, ma è certo che l’ascensore partirà domani.

Si è trattato di un iter farraginoso, affidato all’ufficio tecnico del Comune ibleo ed in particolare al geometra Domenico Buonisi a fine 2015. Essendo un mezzo di trasporto ad uso pubblico, è stato necessario richiedere una serie di autorizzazioni, oltre al nulla osta dell’Ustif (ufficio speciale impianti fissi), alla Regione, assessorato dei Trasporti, al quale si dovrà versare il pagamento annuo per il rilascio della concessione. In soldoni, 352 euro.

Il rilascio del parere positivo dell’Ustif, in particolare, ha comportato diversi passaggi, anche tecnici. In sostanza, dopo l’ispezione di gennaio 2016, si è dovuto riprendere un’opera abbandonata, e quindi ripristinare sia la parte meccanica che quella relativa alla struttura. Altro passaggio obbligato, il collegamento con il comando dei vigili urbani attraverso un sistema di video sorveglianza, sia esterno che interno all’ascensore.

L’ascensore di via Roma non è l’unico in attesa di una inaugurazione. Gli uffici stanno già avviando una nuova pratica, simile per quanto riguarda l’iter autorizzativo, per l’impianto di Largo San Paolo a Ragusa Ibla. Anche questo, dopo anni di abbandono, verrà attivato probabilmente entro la fine dell’anno.