Il suo midollo per una bimba di cinque anni. “Ora ho una sorellina da qualche parte”

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Immagine di repertorio tratta dal web

“Un piccolo gesto, per una vita da salvare”.

Lo spiega così il giovane ragusano che a fine gennaio ha donato il proprio midollo dopo che era risultato compatibile con quello di una bimba di cinque anni affetta da una grave patologia ematica.

Preferisce rimanere anonimo, come del resto non sa chi fosse la bimba ammalata. “Una sorellina da qualche parte, che spero starà meglio grazie ad una parte di me”, aggiunge.

Ha 23 anni, studia fisioterapia, e anche per questo ha deciso di diventare donatore di midollo.

“Ero già donatore Avis – racconta – mi è venuto spontaneo, studiando materie mediche ho approfondito le conseguenze di queste patologie tumorali così gravi”.

E quindi, la chiamata, l’attesa per l’intervento, la speranza di portare vita e felicità in un’altra famiglia, chissà dove. “Ho provato sicuramente grande senso di responsabilità nei confronti della parola data e della bambina. Un bel peso, che ha reso trascurabile la preoccupazione per l’operazione. Anche perché subito dopo l’intervento mi hanno detto che il mio midollo era già in partenza. Il pensiero era già a quello”.

Prova a descrivere le emozioni che ha provato: “Insieme al fastidio post prelievo mi sentivo rincuorato”. Ed ancora: “Fa strano che un’altra persona possa risolvere una situazione cosi brutta con un semplicissimo gesto – aggiunge – perché, diciamocela tutta, il trapianto in fin dei conti è una metodica sciocca per il donatore rispetto alla grandezza che può rappresentare per chi ne ha bisogno”.

Si può continuare a vivere, nonostante una grave malattia, grazie ad un gesto spontaneo, gratuito. “Un giorno in ospedale – ha concluso – rispetto a tanti trascorsi cercando di combattere un male terribile. Non c’è storia”.