
Il quartiere di San Leonardo a Comiso, antico eremo di preghiera e silenzio, torna a farsi custode di un messaggio attuale. Non è un caso che l’inaugurazione avvenga nel giorno dedicato alla Beata Vergine di Fatima: proprio come nei pascoli portoghesi del 1917, anche l’antica tradizione comisana vede in Maria la “Pastorella” che sceglie la marginalità e la semplicità per parlare al mondo.
L’opera, nata dalla generosità di un benefattore comisano lontano dalla sua terra ma legato visceralmente alle proprie radici, porta la firma del Maestro Saverio Ricordi che ha tradotto un’antica e fragile immaginetta in una tela vibrante, capace di restituire alla città un’iconografia che profuma di storia e di sentieri percorsi dai pastori di un tempo. In un’epoca segnata da nuove solitudini, il ritorno della Divina Pastorella — promosso dalla Basilica Maria SS. Annunziata guidata dal parroco Don Biagio Aprile — non è solo un atto di devozione, ma una missione sociale.
Rappresenta l’invito a una Chiesa che “abita le soglie”, che si fa vicina agli smarriti e che, attraverso la bellezza dell’arte, indica una via di misericordia e speranza, perché c’è un filo invisibile che lega le periferie del mondo al cuore pulsante della fede popolare. Un filo che a Comiso si riannoderà lunedì 13 maggio, alle ore 20:00, presso la Chiesa Rettoriale di San Leonardo, dove sarà svelata la nuova tela della Madonna dei Poveri, la Divina Pastorella. Si ringrazia il dott. Alessandro Turtulici, esperto in storia dell’arte e beni culturali, per le ricerche storiche.
