Piano di riequilibrio, arriva la bocciatura al ricorso del Comune

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Ancora brutte notizie per il Comune di Modica e per il suo Piano di riequilibrio finanziario. Con la sentenza n. 19/2017/EL pubblicata il 3 luglio, le Sezioni Riunite della Corte dei Conti in speciale composizione hanno respinto il ricorso presentato dal Comune di Modica per l’annullamento della deliberazione n. 70/2017 70/2017/PRSP (del 22 marzo 2017) della Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana, con la quale la Sezione regionale aveva accertato la decadenza da parte dell’Ente della facoltà di rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale. 

Come si ricorderà, il Comune aveva fatto ricorso contro la decisione della Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana di bocciare la rimodulazione del Piano di riequilibrio finanziario, dato che l’atto finanziario è stato sì approvato entro il termine previsto del 30 settembre 2016, ma solo dall’organo esecutivo e non dal Consiglio comunale, che era invece quello a cui la legge attribuisce la competenza sull’atto e che lo ha approvato solo il 28 dicembre. Quella bocciatura aveva nei fatti aperto al Comune di Modica la strada verso il dissesto finanziario, se non fosse stato per una novità normativa che ha nei fatti dato all’ente la sua ultima chance: approvare nuovamente quella rimodulazione in precedenza bocciata, stavolta entro il termine del 30 maggio, cosa che è avvenuta con il doppio – e corretto – passaggio in Giunta e in Consiglio comunale. 

Il respingimento di quel ricorso pone però una serie di problemi, tanto che il sindaco Ignazio Abbate ha già annunciato di voler valutare “se proseguire nell’iter giudiziario intrapreso”, pur precisando che “il piano di riequilibrio approvato dalla Corte dei Conti con Delibera n. 311/2015, oggi in vigore, è stato rimodulato a fine maggio scorso al fine di fruire del maggior termine di ripartizione del disavanzo derivante dalle operazioni di riaccertamento straordinario dei residui del dicembre 2012 (in trent’anni anziché nei dieci originari). Tale positività, a nostro parere, permetterà al Comune di dare copertura al disavanzo derivante dalle operazioni di armonizzazione contabile e di blindare il piano di riequilibrio vigente con importanti benefici  sul risanamento dell’Ente”.

Di buono, nell’ultima delibera della Corte, c’è a detta del sindaco Abbate e del suo assessore al bilancio Enzo Giannone, solo una cosa: “Nonostante il rigetto finale del ricorso – dice Abbate – voglio sin d’ora sottolineare gli aspetti positivi di questa importante decisione del massimo organo della giustizia contabile. Mi riferisco alla decisione con cui le sezioni Riunite, per la prima volta, sanciscono la piena autonomia ed alterità tra il piano di riequilibrio ed il recupero delle quote di maggior disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario. Fuori dai tecnicismi, ciò significa che l’operazione di verità e trasparenza finanziaria condotta da questa Amministrazione, con un riaccertamento straordinario per oltre 65 milioni di debiti, resta salva ed è pienamente operativa anche a prescindere dalla  mancata rimodulazione del piano di riequilibrio. Il piano di riequilibrio già approvato dalla Sezione di controllo della Corte dei Conti siciliana resta quindi pienamente valido, mentre per le quote di maggior disavanzo da riaccertamento straordinario valgono e varranno gli strumenti di recupero trentennale ad hoc stabiliti dal legislatore”.

[Fonte La Sicilia]