Ci sono voluti 15 anni, ma ora l’ospedale può aprire: parola di Lucio Ficarra

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Non mi sono mai sbilanciato, e se ora dico che si può aprire entro l’estate è perché ci credo io per primo. Ovviamente, sperando che non succeda altro! E’ un iter lungo e complesso, in cui l’azienda sanitaria non è l’unica ad essere coinvolta, e so di stare prendendo un impegno importante”.

Parola di Salvatore Lucio Ficarra, il manager dell’ASP di Ragusa, che ci conferma così che l’ospedale Giovanni Paolo II potrà vedere la luce entro l’estate 2018 o, per l’esattezza, “tra 90 e 120 giorni”. Ficarra afferma di stare incontrando le ditte impegnate nei lavori e nei collaudi ogni settimana e che “mancano dei pezzi, per cui ci vogliono 7-8 settimane. Per montarli bastano pochi giorni, ma spesso devono arrivare dall’estero”. Nelle ultime ore è stato sistemato il piazzale, e “sebbene dall’esterno la struttura sembri completa, in realtà – continua Ficarra – ci sono tanti piccoli cantieri all’opera, perché dobbiamo partire in tutta sicurezza”.

15 anni dopo l’annuncio della sua creazione, e oltre 60 milioni di euro dopo, per i ragusani potrebbe, dunque, essere davvero ormai questione di poco tempo. Era il dicembre 2002 quando l’Assessorato regionale alla Sanità approvò con decreto il progetto esecutivo del primo lotto e inviò al Ministero della Salute la richiesta di finanziamento. L’ok arrivò l’anno successivo, e nel 2004 il progetto fu validato dall’Azienda Ospedaliera di Ragusa. Si passò, così, alla gara a pubblico incanto per l’aggiudicazione dei lavori e nel 2005 venne firmato il contratto d’appalto. Da lì in poi tutta una serie di altre tappe e di altri intoppi, tra “esecuzione di lavori riguardanti eventi riferibili a sorprese geologiche” e perizie di variante.

Il resto è storia più o meno recente, con la struttura di contrada Cisternazzi eterna incompiuta, finita al centro di numerose campagne elettorali ad ogni livello, di passerelle politiche, pseudo inaugurazioni e dell’immancabile ironia sui social. Qual è, dunque, lo stato dell’arte, al momento? “Ci sono una serie di interventi di messa a punto – spiega Ficarra – perché stiamo collaudando tutti gli impianti costruiti in oltre un decennio, da quello elettrico a quello dell’aria e antincendio. Purtroppo, come spesso avviene quando si mette in moto una macchina ferma da 15 anni, vengono fuori problemi che causano perdite di tempo, senza contare che ci sono sistemi che hanno una scadenza naturale a prescindere dall’uso, e vanno cambiati. Ad ogni modo, quasi tutti gli apparati ormai sono stati monitorati, ne restano in sospeso un paio e, mentre all’interno non c’è personale e non ci sono utenti, preferiamo completare tutto”.

Giugno 2017 sembrava essere il momento in cui finalmente le porte si potevano aprire, ma lo stop della Procura e della Guardia di Finanza si frapposero all’annuncio dell’ex manager Aricò, che voleva chiudere in bellezza la sua parentesi ragusana e invece sarà ricordato come colui che fece traslocare due ospedali inutilmente, con tutti i disagi che si possono immaginare per medici, infermieri ma soprattutto per i degenti.

Adesso gli attori di questa storia sono quasi tutti nuovi, non solo Ficarra, ma anche il capo dell’ufficio tecnico e il Rup. “C’è una discontinuità totale col passato che ci permette di vedere le cose da un’angolazione diversa – dice Ficarra, che annuncia – superata questa fase di collaudo degli impianti, e dato che per il resto la struttura è pronta, chiederemo tutte le autorizzazioni necessarie a vigili del fuoco e Inail; nel frattempo, abbiamo avviato la procedura per l’accreditamento con la Regione, che ha già mandato i suoi ispettori. Così abbiamo accorciato i tempi, visto che questa è un’attività burocratica che non era stata fatta. A quel punto, si potrà pensare al cronoprogramma per i trasferimenti dei reparti, ma sarà tutto molto graduale, in base a quello che i medici ci chiederanno”.