Alla ricerca della poltrona perduta, Pippo Digiacomo conferma la sua candidatura a sindaco

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Domenica 11 marzo, l’Onorevole Pippo Digiacomo presenterà ufficialmente la sua nuova lista civica con  la quale ha deciso di candidarsi come sindaco di Comiso. “Comiso Futura”. Una lista che, come logica impone, è un soggetto politico nato fuori dal Partito Democratico di Comiso. Digiacomo aveva richiesto le primarie interne al PD, ma fino all’ultimo giorno utile per tale richiesta, non è arrivato al segretario cittadino, provinciale e regionale, alcun documento scritto e siglato dal 40% del direttivo o dal 15% degli iscritti, secondo quanto previsto dallo statuto regionale del PD. Solo post su fb e messaggi su whatsapp, così come confermato dal segretario cittadino, Biagio Taranto e dal coordinatore provinciale, Lino Giaquinta. Digiacomo dunque, ha deciso di intraprendere un percorso che lo ha portato decisamente fuori dal PD. Corre l’obbligo però, di fare un breve excursus di tutte le dichiarazioni rese dall’Onorevole su FB, prima e dopo le elezioni regionali del 5 novembre 2017, sino ad oggi : 

  • “Servire il mio territorio è stato sempre un onore e una responsabilità: non l’ho mai disonorato né ho mai cambiato casacca”. ( 28 ottobre 2017)
  • “Molti mi chiedono cosa farò (…).  E poi cercherò di rendere migliore il mio partito, per quello che posso fare, perché tutto sommato mi sembra il meglio che ci sia circolazione. Quindi, come vedete, continuerò a fare quello che ho sempre fatto, da una vita, perché facendo queste cose mi sento un uomo. A volte anche felice delle cose che faccio, sissignore, con o senza poltrona”. ( 14 novembre 2017)
  • Ho ritenuto per tanti anni che la coerenza fosse un valore imprescindibile. Nella politica e nella vita. Ma guardando le vicende di questi ultimi tempi, dove partiti e idee sono diventati ascensori, pullman, locomotori per servi, opportunisti, arrampicatori, cambiacasacche, mi sento un po’ imbecille. Pazienza”! ( 28 gennaio 2018)
  • Mi pare doveroso informarvi che non mi riconosco più in questo Partito Democratico. Non ha affatto la fisionomia di quel partito che abbiamo fondato nel 2007 e del quale sono stato il primo segretario provinciale. Mi pare adesso una Democrazia Cristiana senza però il peso specifico politico dei suoi esponenti storici, una specie di ascensore o pullman dal quale ognuno scende e sale quando gli pare per fare i comodi propri. ( 4 marzo 2018 ore 23.02)

Qualcosa è successa. Ed è accaduta in contemporanea con gli exit poll (ampiamente prevedibili) dei numeri negativi relativi al Pd per le appena trascorse elezioni nazionali. Si ‘concretizza’ lo slogan che lo stesso Digiacomo ha usato per la sua campagna elettorale: #unnimilassastimitruovi, ma nel senso di ‘poltrona’ e non di partito. 

Ma com’era ovvio, si è registrata la prima reazione a questa decisione di Digiacomo.  Nel suo profilo FB, l’attuale assessore all’ambiente del comune di Comiso, Vittorio Ragusa, rappresentante di “Territorio”, non gliela manda a dire e dichiara : “Lealtà. E’ quella dimostrata dal sindaco Spataro nei riguardi di Pippo Digiacomo alle scorse elezioni regionali. Alla lealtà, ora che il suo appoggio serve al sindaco, Digiacomo risponde con il tradimento politico: leviti tu ca mi ci mintu iu. E così, dopo 30 (trenta) anni di politica e con una ricca pensione da deputato, invece di mettersi a disposizione, invece di dare una mano ai giovani, alla giovane classe dirigente, guidata dal sindaco Spataro, che con fatica e sacrifici ha risolto l’enorme disastro finanziario che lui per larga parte ha creato gettando nel dissesto la nostra città, che fa? Si candida a sindaco contro Spataro (leviti tu ca mi ci mintu iu). Ma non con l’intento di vincere le elezioni, lo sa bene ca nun avi spranza. Lui vorrebbe fare perdere noi, l’amministrazione Spataro, il centrosinistra. Questo è il suo unico obiettivo: muottu iu, muotti tutti. Ma i comisani hanno capito. Lui, invece, evidentemente non ha capito la lezione di Cagnes e D’Alema”.