L’ultimo saluto a Tesfom, ucciso dalla fame

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WhatsApp Image 2018-03-19 at 21.33.37“Ogni uomo è mio fratello” – questa la consapevolezza consegnata da padre Gianni Treglia nel breve ma intenso momento di preghiera con cui è stato salutato, nel Santuario della Madonna delle grazie e dopo al cimitero, Tesfom Tesfalidet, ragazzo eritreo morto all’Ospedale di Modica dopo lo sbarco. Lo riporta la Caritas diocesana di Noto, con la quale padre Gianni collabora insieme alla comunità missionaria intercongregazionale.

“Non sappiamo molto di lui – ha ancora detto il missionario che insieme ad altri missionari è venuto nella nostra terra per aiutare l’incontro con il mondo che viene da noi – ma sappiamo che è un figlio di Dio, e quindi mio, nostro fratello, e quindi degno di amore”.

Un amore che nel saluto si è espresso in una presenza commossa di volontari, istituzioni (il sindaco di Pozzallo Ammatuna, l’assessore Floridia di Modica, la dott. ssa Mallemi per la prefettura), operatori della Misericordia. Un amore che è diventato ascolto del grido con cui Gesù nella sua passione si è identificato con la sofferenza di tutti: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

“Grido che deve scuoterci perché si passi dalla morte alla vita, e il segno del Risorto diventa concreto quando nessun uomo viene abbandonato” – si legge sul sito della Caritas.