Tra amore e teatro: l’ultimo Montalbano di Camilleri è un uomo spiazzato

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È un Montalbano inedito quello raccontato nell’ultimo libro di Andrea Camilleri.

Il commissario, che ormai la provincia iblea ‘ha adottato’, torna in Il metodo Catalanotti in una veste completamente nuova.

È un commissario disorientato, un aggettivo con cui è difficile descrivere il commissario di Vigata, ma che invece questa volta calza a pennello. È confuso per l’indagine, che si svolge in un teatro e che dal teatro prende le regole, che a lui risultano sconosciute.
Camilleri qui si è ‘divertito’ a mettere in risalto il suo amore per l’arte scenica, rappresentando la tecnica di Grotowski, inventore del teatro povero, che era convinto che l’attore non deve, semplicemente, illustrare il testo ma compiere un ‘atto dell’anima’.

Ma Montalbano è un uomo disorientato soprattutto dall’amore e dalla passione che lo spingono verso Antonia, il medico legale. Per lei è disposto perfino a trasferirsi al nord Italia, cosa che non aveva mai fatto per la storica fidanzata Livia.

Tutto questo perché, come spiega lo scrittore Andrea Camilleri, Montalbano sa che questo sarà il suo ultimo amore e quindi è disposto a giocare tutte le sue carte.

Una storia come sempre avvincente, da leggere tutta d’un fiato, nell’attesa di rivedere Luca Zingaretti, nei panni di Montalbano, nuovamente in tv tra i nostri meravigliosi paesaggi.