Differenziata, Cassì esulta per il 70%. Ma con l’umido non ci siamo! Ecco perché

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Ragusa virtuosa, che sfiora il traguardo del 70 percento di differenziata. Ragusa incivile, con l’ipotesi delle 5mila utenze non censite destinata ad assumere contorni ancora più vasti. Questi i poli opposti di una situazione limite, al centro dei riflettori. Nel mezzo, tante sfumature.

Come il fatto che la frazione di umido raccolta in città non rispetta ancora gli standard richiesti, tanto che Palazzo dell’Aquila è stato messo in guardia a vigilare maggiormente sul ritiro.

“Uno dei principali fattori è il mancato utilizzo dei sacchetti biodegradabili dati in dotazione con i mastelli”, ha spiegato il sindaco Peppe Cassì. Gli stessi sacchetti che possono essere ritirati gratuitamente ogni quattro mesi presso appositi distributori dislocati nel territorio cittadino. Anche per questo, occorre incentivare una ulteriore campagna di informazione. Un passaggio che lo stesso primo cittadino ha annunciato, come la richiesta all’Ati diDifferenziata perché la consegna “porta a porta” dei mastelli, passaggio non ancora effettuato.

Pare che oltre alla questione dei sacchetti, ci sarebbe anche qualcuno che nell’umido ci mette altre tipologie di rifiuti. E il rischio è quello di ‘vanificare’ gli sforzi: perché se la percentuale di ‘impurità’ è alta, i rifiuti vanno gettati in discarica. 

Nel corso della riunione della Srr c’è stato un richiamo, una tirata d’orecchi, insomma. Ma se il problema dovesse persistere, si dovrà necessariamente smaltire il ‘carico’ come indifferenziato, cioè in discarica. Ergo, aumento di costi.

Poi ci sono i casi estremi, più numerosi di quanto si potesse immaginare nella tanto civile Ragusa, ovvero chi il sacchetto lo utilizza direttamente per gettare in maniera indiscriminata i propri rifiuti negli angoli del centro, nelle piazzole di sosta in periferia, nelle campagne lungo le strade a grande flusso. “Fenomeno intollerabile”, ha confermato Cassì, “per contrastare il quale aumenteremo i controlli sul territorio, attraverso diversi canali”. Uno di questi è il sistema di telecamere fisse e mobili. Alcuni scatti catturati attraverso questo tipo di controllo sono già stati pubblicati sui social da parte del sindaco.

Il report della Polizia municipale comunica che “sono stati complessivamente 462 i verbali contestati dal 7 maggio ad oggi ai trasgressori del regolamento in materia di rifiuti”. Ed ancora, “i controlli che gli operatori di polizia locale hanno svolto in borghese a partire da metà settembre, nelle fasce serali in centro storico, hanno portato ad elevare 62 verbali, mentre l’attività di vigilanza cosiddetta ‘porta a porta’ in centro storico, disposta a partire dal 7 novembre, ha registrato alla data del 12 novembre ben 63 violazioni”. La nota dei vigili urbani sottolinea che “delle 63 violazioni, 32 sono state contestate a cittadini stranieri”, risultanti sprovvisti dei contenitori per la raccolta differenziata, anche se, si legge scorrendo il testo, “dalla prima fase istruttoria è emerso che risultano sprovvisti di mastelli soprattutto gli extracomunitari, in possesso del permesso di soggiorno e spesso del contratto di locazione, che, in sede di accertamento, hanno evidenziato come l’onere di adeguamento in materia di nettezza urbana è a carico dei proprietari degli immobili”.

Proprietari che, viene logico immaginare, siano ragusanissimi. “In tal caso l’atto di accertamento consiste nell’applicazione della sanzione amministrativa ai trasgressori e, nel contempo, la sua trasmissione all’ufficio Tributi ed Ambiente, nonché all’Agenzia delle Entrate”.